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Emilia Romagna, Fabrizio Masia ad Agorà: alla Lega mancano i voti dei giovani e di Forza Italia

Caterina Spinelli
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A incidere sulla vittoria di Stefano Bonaccini in Emilia-Romagna sono stati sicuramente i Cinque Stelle delusi. I dati sul voto disgiunto non mentono, ma per Fabrizio Masia l'esito del 26 gennaio è da vedere anche in un'altra ottica: "L'elettorato era diviso per fasce d'eta, tra giovani 18-34 Bonaccini ha preso 61,2 per cento, evidentemente qua dentro un po' di sardine ci stanno". Non solo, per il direttore di Emg Acqua, ospite ad Agorà, Bonaccini ha potuto contare sull'elettorato dai 55 anni in su. A differenza dell'avversaria, Lucia Borgonzoni, che ha attratto la fascia tra i 45 e i 54 anni. Leggi anche: Sondaggio per Piazzapulita: la Meloni vola, Salvini e Berlusconi quasi doppiati La questione però è molto più complessa, il sondaggio di Masia dimostra infatti che alcuni elettori di centrodestra hanno "tradito" la causa leghista. "Ogni 100 elettori che sono andati alle urne - prosegue - il 4,7 per cento appartenente alla Lega ha votato per Bonaccini. Un percentuale ben più superiore negli elettori di Forza Italia (11,4) e in quelli di Fratelli d'Italia (8,6)". Per Masia infatti molti non hanno votato il partito, ma il governatore stesso. Insomma, "un premio al suo operato".  #ElezioniRegionali i flussi elettorali spiegati nei dettagli da @FabrizioMasia1 #agorarai pic.twitter.com/FK3sxGWzEl— Agorà (@agorarai) January 28, 2020

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