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Berlusconi: "Il video? Menzogne"

Berlusconi in gabbia, visto da Benny

Andrea Tempestini
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Il Cavaliere dimezzato. Diviso in due: tra i problemi della sua Forza Italia, inchiodata su nomine ed organigramma, e tra i problemi giudiziari. L'ultimo capitolo della persecuzione togata è legato a doppio filo all'arresto di Walter Lavitola, e alle rilevazioni di un imprenditore sul presunto video con cui Lavitola ricattava Silvio Berlusconi. Un video in cui l'ex premier sarebbe ritratto in compagnia di due prostitute, a Panama. Un video sul quale non c'è alcuna conferma, ma subito "sparato" ovunque, buono per colpire ancora Berlusconi. "Ma è tutto falso, sono sciocchezze, invenzioni! Non c'è nulla, non possono esserci video perché non è mai successo niente in quel viaggio", si è sfogato il Cavaliere con i suoi fedelissimi. Quindi il consulto con l'avvocato Niccolò Ghedini. Secondo quanto dicono i suoi, a parte la rabbia e il fango, Berlusconi con quest'ultima storia non rischia nulla: "Chi può credere a un personaggio screditato come Lavitola?", spiega un suo fedelissimo al Corriere della Sera.  Però, sullo sfondo, resta quell'idea di complotto. La paura di Berlusconi è che, prima o poi, le toghe arrivino al loro obiettivo "maximo": l'arresto. Dalla procura più impegnata a combatterlo, quella di Milano, potrebbero fioccare provvedimenti durissimi, le manette appunto. Magari contestualmente alla condanna nel processo Ruby, che potrebbe portare la pena di Berlusconi a livelli talmente alti da far spalancare le porte del carcere. Oppure potrebbe scattare la richiesta d'arresto cautelare in vista del processo Ruby-ter. L'aria che tira, insomma, è bruttissima. Il porno-fango del video di Lavitola è soltanto l'ultima avvisaglia. Il Cavaliere si lamenta e avverte: "Guardate anche questa storia di Cuffaro: non gli hanno concesso i servizi sociali né domiciliari, e c'erano tutti i presupposti per farlo uscire dal carcere. E invece niente. Capite che se trattano così lui potrebbero fare molto peggio con me? Vogliono distruggermi, non si arrenderanno mai". Più di tutti, più dei problemi di Forza Italia e del fango, Berlusconi teme i pubblici ministeri di Milano.

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