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Mes, il direttore dell'Istituto Max Planck avverte l'Italia: tentativo di teleguidarci

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Si moltiplicano gli appelli nazionali e internazionali affinché l'Italia sottoscriva un prestito del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) di supporto alla crisi pandemica. Il regolamento però non è stato emendato. Non sorprende dunque che alcuni stati membri, tra cui l'Italia, abbiano il timore che accendendo un prestito Mes possano ritrovarsi la troika in casa, scrive sul Fatto Luigi Baccaro, direttore del Max PlanckInstitute di Colonia., Il rischio paventato nell'articolo è che l'Italia entra nel Mes pandemico, e incassa i 36 miliardi. "Non ci sono condizionalità immediate, salvo l'uso dei fondi per rispondere alla crisi sanitaria. Nel corso di una missione post-programma, o nell'ambito della procedura del semestre europeo, la Commissione scopre che le condizioni italiane si sono aggravate ed è necessario un intervento ben più consistente per far fronte alla crisi finanziaria imminente o in atto. Non costringe l'Italia a entrare in un programma di aggiustamento macroeconomico, ma consiglia caldamente l'ingresso in un programma Mes di dimensioni maggiori. In tali circostanze la pressione politica diverrebbe molto forte, si moltiplicherebbero gli appelli "a fare presto", e sarebbe molto difficile per il governo italiano, vecchio o nuovo che sia, ignorare l'invito".

 

 

 

 

Baccaro quindi conclude che, "mi sembra che dietro all'invito pressante ad accettare i fondi del Mes ci sia il tentativo di incanalare la crisi italiana entro binari consolidati prima che essa si manifesti in tutta la sua gravità, approfittando della presenza di un governo amico (per lo meno in una sua componente). Tuttavia, come tutti i piani che si proiettano in un futuro incerto, molte cose possono deviare dal corso previsto. Inoltre, se le cose dovessero davvero andare come descritto sopra, la tenuta delle forze "responsabili" nel panorama politico italiano non è affatto scontata".

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