Nero su bianco

Giuseppe Conte, Dagospia attacca il premier: "Trattati in Europa? Come ci trascina nella mer*** e ci porta la Troika in casa"

Come stanno davvero le cose, in Europa? Come procede la trattativa condotta a suon di video, tweet e dichiarazioni roboanti da Giuseppe Conte? Una sintesi, brutale ed efficace, arriva da Dagospia, che in primis ripropone un tweet del presunto avvocato del popolo, il quale affermava il lontanto 18 maggio: "La proposta franco-tedesca (500 miliardi a fondo perduto) è un primo passo importante nella direzione auspicata dall'Italia. Ma per superare la crisi e aiutare imprese e famiglie serve ampliare il Recovery Fund. Fiduciosi in una proposta ambiziosa da parte della Commissione europea", concludeva il premier. Parole che, ora, gli si ritorcono contro in modo devastante.

 

La tesi di quel tweet viene infatti smontata in modo durissimo da Dago: "Dopo il cazzaro verde, abbiamo il cazzaro con la pochette! A Bruxelles accordo vicino sul Recovery Fund: 310 miliardi in prestiti, 390 a fondo perduto, presi dal bilancio europeo", premette Dago. Che poi aggiunge: "In pratica l'Ue ci ripresterebbe una parte del nostro contributo al budget Ue (15 miliardi all'anno). Non basta: i soldi arriverebbero a babbo morto, dal 2021 in poi!". Insomma, un fallimento totale. "Per evitare il crack, Conte sarà costretto a chiedere all'Ue un prestito. E a quel punto l'Italia ha l troika in casa", rimarca. Ma non è finita: "Una vittoria di Pirro che il Conte-Casalino proverà a rivendere come un trionfo, dimenticando che il 18 maggio scorso diceva che la proposta di 500 miliardi a fondo perduto era solo un primo passo, ma da ampliare... (certo, per finire nella mer***)", conclude Dagospia. Qualcosa da aggiungere?

 

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