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Lega, il big vicino a Zaia e l'inchiesta sulla Film Commission: "Sistema dei giudici risaputo, lo fanno proprio 7 giorni prima del voto"

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Nulla potrà minare la corsa della Lega alle Regionali, neppure l'agguato dei pm che da giorni hanno dato il via a inchieste lombarde sugli investimenti e gli affari degli uomini vicini alla Lega. In Veneto infatti Luca Zaia è pronto per la rielezione a governatore nonostante la manina della magistratura. "Capita sempre così - ammette amareggiato ma abituato  Gianantonio Da Re, dal 2019 eurodeputato dopo essere stato segretario regionale della Lega Nord-Liga Veneta - Una settimana prima delle elezioni È un sistema risaputo, che si ripeterà sempre".

 

 

Per Da Re lo scopo è quello di "portare a casa qualche voto in più al Pd". L'inchiesta sulla Film Commission infatti è stata aperta tempo fa, ma casualmente "una settimana prima del voto ecco che arrivano gli arresti o i domiciliari. Ormai è fastidioso, ma a noi non ce ne frega niente, andiamo avanti e stiamo andando benissimo". Anzi, per il leghista questo non può che aiutare il Carroccio, "perché fa andare a votare anche chi non voleva farlo".

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