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Renato Brunetta contro Matteo Salvini: "Pensa solo a farci fuori. Ora governo di unità nazionale"

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Renato Brunetta dice la sua sulla risoluzione sul Mes, votata solo da Forza Italia due giorni prima. "Sarebbero spiega risorse immediatamente utilizzabili per l'emergenza e costerebbero dieci punti in meno di interesse rispetto ad ogni titolo emesso dallo Stato sui mercati. Quindi, non ci sarebbe nessun costo economico, semmai il costo sarebbe politico". Brunetta poi fa una attenta analisi politica del momento: "Mattarella nei suoi ultimi interventi ha parlato 16 volte di coesione e condivisione.La questione è una sola: una crisi di queste proporzioni non può essere affrontata da un governo e una maggioranza che non hanno una legittimazione popolare. Non parlo dei voti in Parlamento, quelli, anche se pochi, li hanno; il problema è che il Conte due, come il Conte uno, sono stati il frutto di alchimie parlamentari, spesso tra sconfitti, e non sono stati voluti dalla gente. E più l'emergenza diventa drammatica e più questo vulnus diventerà insopportabile". L'ex ministro del governo Berlusconi non trattiene la rabbia. Verso tutti. "Il governo ha compiuto un atto criminale a non dare seguito al piano per la sanità del ministro Speranza che era già pronto a maggio. C'era bisogno di ricorrere al Mes ma non lo ha fatto per una semplice ragione: ha avuto paura di infrangere un tabù ideologico grillino, ha preferito garantire la coesione della maggioranza a scapito della sicurezza del Paese".

 

 

 

 

L'ex ministro di Berlusconi parla poi anche del centrodestra: "Io con il premier parlo risponde senza nascondere il sarcasmo mentre con Salvini non ci riesco. E non è che non abbia il suo numero di telefono. È lui che non risponde. Non risponde neppure a Berlusconi. Se vuoi comunicare con lui, dicono, che devi passare attraverso la senatrice Ronzulli. E la stessa cosa vale con Giorgetti. Lui neppure ti saluta, magari perché ha paura che lo riferiscano a Salvini. E pensare che siamo in queste condizioni per Salvini: è lui che ha regalato la centralità ai grillini, accettando di fare un governo con loro che avevano avuto meno voti della coalizione di centrodestra; è lui che con il Papeete ha aperto la strada pure al Conte due, in cui il Pd per anti-salvinismo ha accettato l'egemonia dei 5stelle". Duro nei confronti dei leghisti: "La verità è che ci odiano, ci snobbano, pensano solo a come farci fuori o ad assoggettarci. Malgrado ciò io ho sempre dialogato con loro", conclude amaro Brunetta.

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