Premier agli sgoccioli?

Dagospia su Marco Travaglio: "Ricomincia a bombardare Berlusconi come ai vecchi tempi". Conte, pessimo indizio

Lo strappo di Silvio Berlusconi con Matteo Salvini paradossalmente non è stato accolto positivamente a Palazzo Chigi, dove Giuseppe Conte teme che, svanito il “pericolo sovranista”, possa non servire più ed essere quindi tranquillamente sostituito. Lo scrive Dagospia, che ha pubblicato un report per fare il punto della situazione politica dopo che il Cav si è staccato da Lega e Fdi per sostenere il governo durante la pandemia. Lo scontro con Salvini, che inizialmente era stato piuttosto aspro, è stato però subito ridimensionato dai diretti interessati dopo che Berlusconi ha ribadito che la sua non è e non sarà un’uscita dal centrodestra, considerandosi un pilastro senza il quale non sarebbe possibile andare a governare in futuro.

 

 

 

 

Secondo Dagospia lo strappo del Cav è stato uno schiaffo soprattutto per Conte perché si tratterebbe di un’operazione politica benedetta da Angela Merkel e compagnia con l’assenso di Pd e M5s: l’obiettivo è ovviamente quello di tagliare fuori il più possibile il “pericolo anti-europeista” rappresentato da Salvini nelle loro menti. Dato che il Conte bis era nato con l’unica finalità di evitare a tutti i costi che il centrodestra passasse alla guida del Paese, ora che Berlusconi sorregge la maggioranza giallorossa il premier non serve più. “Per questo si sta sbattendo per non avere l’ingresso formale di Forza Italia nella maggioranza - scrive Dagospia - per questo oggi il Fatto Quotidiano ricomincia a bombardare su Silvio come ai vecchi tempi e come non stava più facendo”. E allora che ne sarà di Conte? Dipende tutto da due fattori, secondo il sito di Roberto D’Agostino: Sergio Mattarella e la pandemia. “Finché dura l’emergenza sanitaria, il Colle non scioglierà mai le Camere, né forzerà la mano per un cambio a Palazzo Chigi. Ma se a giugno la situazione dovesse di nuovo stabilizzarsi, per la bella stagione e per il vaccino, e alle elezioni amministrative il Pd dovesse uscire ringalluzzito, le cose potrebbero cambiare di nuovo per gli ultimi due anni di legislatura”.