Più chiaro di così

Sergio Mattarella "anche troppo paziente, fino ad ora". Radio Quirinale, per Conte la situazione precipita

Il presidente Sergio Mattarella è stato "anche troppo paziente, fino ad ora...". Finisce così il pezzo, sibillino, di Marzio Breda, il quirinalista del Corriere della Sera considerato da tutti la voce ufficiosa del Capo dello Stato. Un messaggio chiaro ai protagonisti di questa crisi di governo incomprensibile ai più. Soprattutto, incomprensibile a Mattarella, ed è questo il guaio. Già mercoledì pomeriggio, ricevendo il premier Giuseppe Conte, aveva ammonito sull'eventualità di puntare tutto sui "responsabili" per sostituire i voti di Italia Viva. Eppure il premier non lo ha ascoltato e pare intenzionato a tirare dritto su quella strada, sempre più stretta. E neppure Matteo Renzi, però, ha dato retta all'invocazione del Colle, che la stessa notte di Capodanno faceva sapere agli italiani che il 2021 doveva essere l'anno dei costruttori. Bene, l'ex premier ha risposto sfasciando tutto. 

 

 

 

Il problema è che finora Mattarella è stato letteralmente escluso dalla crisi. Una partita a due Conte-Renzi della quale ora si dovrà venire a capo. Tre, secondo Breda (e dunque secondo il Colle) le ipotesi sul tavolo nelle prossime ore. "Conte prende atto della sortita di Renzi, va al Quirinale e si dimette, sperando che le dimissioni siano respinte o di avere un reincarico per prendere tempo e negoziare a tutto campo", oppure "va subito a riferire alle Camere, parlamentarizzando una crisi nata al buio". In quel caso il premier potrebbe capire se la sfiducia implicita di Renzi sia condivisa o meno dal resto della sua maggioranza. Ultima via: "Conte sfida il rivale in Aula chiedendo la fiducia e avendo magari intanto contrattato il sostegno dei fatidici responsabili". Proprio quello che gli ha sconsigliato Mattarella. E la stessa tentazione dell'avvocato, quella di rinviare la resa dei conti al 20 gennaio dopo i voti su Decreto ristori e scostamento di bilancio, fatta passare dai suoi come scelta di responsabilità, potrebbe venire interpretata dal Colle come una furba mossa per prendere tempo e trattare "con chi ci sta". Il viatico peggiore per arrivare al tris a Palazzo Chigi.