Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Teresa Bellanova, il "pizzino" a Giuseppe Conte: "Nessun veto su Luigi Di Maio premier"

  • a
  • a
  • a

Entrano nel vivo le consultazioni, con l'ascesa al Quirinale di Elisabetta Casellati, a confronto con Sergio Mattarella per cercare un nuovo governo. E prima dell'ascesa dei partiti, i leader e gli esponenti di spicco prendono posizioni. Stupisce quanto detto da Teresa Bellanova per Italia Viva, parole che vanno a rafforzare l'incubo che risponde al nome di Luigi Di Maio premier: "Non c'è soltanto Conte. Di Maio? Noi non poniamo veti e non li subiamo. Quando ci siamo dimessi lo abbiamo fatto per avviare un confronto ma il premier ha preferito cercare un'altra maggioranza, non trovandola. Anche il gruppo nato stanotte lo dimostra, composto dagli stessi che c'erano prima", ha spiegato l'ex ministro dell'Agricoltura in un'intervista a TgCom24.

 

Un pizzino, quello di Italia Viva, tutto rivolto a Conte: se il premier non cede, i renziani sono pronti addirittura a lanciare Di Maio premier. Poco prima, la Bellanova aveva spiegato: "Non discutiamo gli uomini, discutiamo prima dell'impianto programmatico". Insomma, non Conte a tutti i costi. Chiara la strategia: Matteo Renzi vuole passare all'incasso, fare incetta di ministri. Il premier dimissionario lo sa e, nel caso cui non ingoiasse tutte le richieste di IV, ecco che viene agitato il fantasma di Di Maio.

 

Nel gioco di posizionamenti, ecco che da parte del Pd, come da previsioni, arriva la riapertura proprio a Renzi. A parlare è stato Nicola Zingaretti, alla direzione nazionale del partito, dove ha premesso che "Conte è un punto di equilibrio politico". Dunque ha aggiunto che dopo "il salto nel buio che ha aperto una pericolosa stagione di precarietà, era giusto tornare in parlamento e l'appello alla responsabilità del premier Conte per un governo europeista ha ottenuto la fiducia nei due rami del Parlamento senza il voto di Italia Viva". Però, ha poi aggiunto che "non c'è nessun veto nei confronti di Italia Viva, anche se restano dei dubbi". Insomma, ancora una volta il fattore decisivo pare essere il senatore di Rignano sull'Arno.

 

Dai blog