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Quirinale, "non forzeremo la Costituzione": voci dal cuore della Lega, perché dopo il discorso di Mattarella la sinistra è spacciata

Matteo Salvini

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Il bis di Sergio Mattarella al Quirinale sembra ormai un’ipotesi definitivamente tramontata all’indomani del discorso di fine anno tenuto dal presidente della Repubblica, che si è anche congedato essendo arrivato ormai al termine del suo settennato. Per la verità Mattarella è stato chiaro fin dal primo momento nella sua indisponibilità ad un secondo mandato, neanche l’emergenza Covid tornata a bussare con forza alla porta dell’Italia lo ha smosso dalla sua decisione. Il suo bis avrebbe fatto comodo soprattutto al Pd e alla sinistra in generale, che avrebbero preferito conservare lo status quo almeno fino al 2023. 

“La Lega prende atto delle ripetute dichiarazioni di Mattarella, indisponibile a un bis, e non intende forzare né la sua volontà né la Costituzione”, è la voce che arriva da fonti parlamentari leghiste. Nel frattempo si lavora a un possibile vertice del centrodestra entro una settimana: la candidatura di Silvio Berlusconi è reale, ma Matteo Salvini intende lavorare a un piano B per non rimanere col cerino in mano, dato che il centrodestra ha i numeri per fare la differenza in questa elezione del capo dello Stato. Tra qualche giorno il segretario leghista potrebbe calendarizzare il tavolo con gli altri segretari di partito per parlare appunto di Quirinale.

“Grazie al presidente Mattarella, di tutto e per tutto - è stato il commento di Salvini dopo il discorso - la Lega è fiera del contributo dato al Paese, soprattutto in un governo anomalo come quello attuale, e apprezziamo le parole del presidente nei confronti di chi si è assunto la responsabilità di contribuire alla guida del Paese: nel 2022 tutti quanti raccoglieremo i frutti di questi sacrifici e di questo impegno”.

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