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Lega, Garavaglia lascia il Cdm su scuola e Green pass: la protesta che fa tremare la maggioranza

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Nuovo strappo della Lega nel governo: il partito guidato da Matteo Salvini non ha partecipato in Consiglio dei ministri al voto sul nuovo Decreto Covid, con le misure "aggiornate" riguardo a scuola e Green pass. Tra le motivazioni riguardo la non partecipazione al voto in Cdm sul dl Covid, secondo quanto si apprende, la differenziazione riguardo i vaccinati e i non vaccinati, soprattutto sulle regole riguardanti la scuola primaria. Ora il Consiglio dei ministri sta discutendo sul Pnrr.


Il via libera del Consiglio dei ministri alle nuove misure anti-Covid sulla scuola arriva dunque senza il disco verde del Carroccio, un campanello d'allarme inquietante per il premier Mario Draghi e la tenuta della sua maggioranza, già messa a repentaglio dalla settimana tesissima per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, risoltasi come noto con il Mattarella bis.

A quanto apprende l'agenzia Adnkronos da diverse fonti di governo a Cdm in corso, il ministro Massimo Garavaglia - che ha preso parte alla cabina di regia che ha preceduto la riunione, assente il capodelegazione Giancarlo Giorgetti- ha abbandonato il Cdm, dopo aver espresso la sua contrarietà alle misure che introducono una distinzione tra vaccinati e non nelle scuole. Alla riunione sarebbe rimasta solo la ministra leghista Erika Stefani.

"I provvedimenti di oggi vanno nella direzione di una ancora maggiore riapertura del Paese - è stato il commento di Draghi, prima della protesta della Lega -. Oggi ci occupiamo della scuola in presenza, che è da sempre la priorità di questo governo". "Veniamo incontro alle esigenze delle famiglie, che trovano il regime attuale delle quarantene troppo complicato e restrittivo – ha aggiunto Draghi -. Vogliamo limitare di molto l’uso della didattica a distanza, per permettere a un numero sempre maggiore dei nostri bambini e ragazzi di andare in classe. Oltre alla scuola, tra i provvedimenti di oggi c’è la decisione di eliminare le restrizioni, anche in zona rossa, per chi è vaccinato. Inoltre, la validità del green pass per chi ha tre dosi – oppure due dosi e ha già avuto il Covid – diverrà indefinita. Nelle prossime settimane andremo avanti su questo percorso di riapertura. Sulla base dell’evidenza scientifica, e continuando a seguire l’andamento della curva epidemiologica, annunceremo un calendario di superamento delle restrizioni vigenti. I dati sulle vaccinazioni sono molto incoraggianti. Vogliamo un Italia sempre più aperta, soprattutto per i nostri ragazzi". Proprio le restrizioni che cadono per i vaccinati, ma non per i non vaccinati, ha provocato la reazione veemente della Lega

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