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Gelmini, "la vendetta dello Xanax": la sua mano dietro i transfughi?

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La cosiddetta “lite dello xanax” è ormai diventata una pagina di storia della politica italiana. Erano i giorni in cui il governo di Mario Draghi era in piena crisi, con Maria Stella Gelmini che venne invitata a prendersi uno xanax da Licia Ronzulli, accusata di aver mosso i fili dietro le quinte di Forza Italia per far cadere l’esecutivo. L’ex ministra ha poi lasciato il partito di Silvio Berlusconi e ha deciso di sposare il progetto di Carlo Calenda e del terzo polo in generale.

 

 

Dallo scorso luglio la Gelmini ha tessuto “in silenzio e pazientemente” tutte le file che “portano all’uscita di Letizia Moratti dal centrodestra e alla sua candidatura con il terzo polo” per le regionali in Lombardia del 2023: a rivelarlo è Dagospia, secondo cui l’ex ministra starebbe portando avanti la sua vendetta. “Conosce il territorio e sa come raccogliere endorsement e preferenze - si legge sul sito di Roberto D’Agostino - e porta in eredità al terzo polo un metodo di acquisizione di voti che per decenni ha fatto della Lombardia la roccaforte del centrodestra. Le Regionali si vincono sommando preferenze, cordate di potere, gruppi di interesse”.

 

 

Mentre la Ronzulli “sta tutt’ora pagando per il suo narcisistico, e malcelato, esibizionismo”, la rivale Gelmini si sta muovendo nell’ombra: “Da tempo è impegnata in una serrata campagna acquisti che ha portato all'ingresso nella squadra di Lady Moratti dell’ex assessore regionale Alessandro Mattinzoli e dell'ex deputata azzurra di Mantova, Anna Lisa Baroni. La Gelmini in questi giorni sta portando a termine il grande colpo: l'ingresso in squadra di Raffaele Volpi, ex leghista già presidente del Copasir”.

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