La sottoscrizione

Elly Schlein a rischio? In 600 firmano la petizione che fa tremare il Pd

Brunella Bolloli

E così arriva il primo via libera dalla commissione Giustizia della Camera alla proposta di legge targata Fratelli d’Italia per rendere la maternità surrogata reato universale. Si tratta di un breve testo che prevede che la pratica dell’utero in affitto, già punita in Italia con multe fino a un milione di euro e la reclusione fino a 2 anni, sia perseguibile anche se effettuata all’estero. Nel provvedimento, che dovrebbe arrivare in Aula il 19 giugno, non si fa distinzione tra coppie omosessuali ed eterosessuali e nel corso dell’esame è stato specificato che sono puniti solo i cittadini italiani. La relatrice Carolina Varchi, di Fdi, difende il testo come un «disincentivo al turismo procreativo».

 

 

 

La ministra per la Famiglia Eugenia Roccella conferma l’attenzione del governo sulla legge di iniziativa parlamentare, con la quale, dice, si intende «porre fine a quella legittimazione di fatto che sta portando con sé una pericolosa assuefazione culturale». Sono possibili aggiustamenti, chiesti anche da alcuni esponenti della maggioranza, per fare sì che non si criminalizzi una coppia costretta a ricorrere alla fecondazione eterologa per avere figli. Ma se la posizione del centrodestra è chiara, nel centrosinistra c’è una spaccatura sull’argomento, amplificata ora dall’appello che vede intellettuali e politici di area dem tuonare contro «la mercificazione del corpo della donna». Un testo, questo, che sembra sconfessare Schlein, la quale, in più occasioni, si è dichiarata favorevole alla gestazione per altri (Gpa) confermando la sua linea anche quando era eurodeputata.

 

 

 

 

In sintesi, cresce il fronte dei contrari all’utero in affitto e suona come uno schiaffo alla leader ambigua su una materia così delicata. A scorgere i nomi, si scopre, infatti, che anche big come Goffredo Bettini, Castagnetti, o il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, sono con la “Rete No Gpa”. È d’accordo con loro anche se non può firmare l’appello (rivolto ai parlamentari) la senatrice Valeria Valente «contrarissima all’utero in affitto»; altri del gruppo sono l’ex ministra Valeria Fedeli e l’ex assessore del Lazio D’Amato. Oltre 600 sono i firmatari del documento, cui si può aderire su Change.org, e che è coordinato da Aurelio Mancuso, ex capo dell’Arcigay, non certo un avversario dei diritti. La petizione proclama che «la maternità surrogata offende la dignità delle donne e i diritti dei bambini», e intende confermare il divieto previsto nella legge 40 sulla procreazione assistita. Della “Rete” fanno parte anche tante femministe. «Il nostro agire si sintetizza così: i bambini non si vendono, non si comprano, non si donano», dicono. Dall’altra parte, invece, ci sono idem, tra cui Alessandro Zan, che giudicano «folle», il fatto che Fdi proceda con l’utero in affitto reato universale. «Una proposta da Stato di polizia etica», la definisce il segretario di +Europa Riccardo Magi». E il dibattito è solo all’inizio.