Giorgia Meloni condanna l'assalto pro-Pal alla sede de La Stampa e chi lo giustifica. "È molto grave che - afferma su X il premier -, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia - anche solo in parte - della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso. La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità".
Un chiaro riferimento a Francesca Albanese. Hanno infatti fatto discutere le parole della relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi a riguardo. "Prima di entrare qui - aveva detto in riferimento al convegno 'Rebuild Justice-Ricostruire la giustizia di cui è stata ospite - ho avuto il solito confronto con la stampa italiana che mi ha detto che durante le proteste di ieri erano in sciopero. Però la notizia dell’assalto alla sede della Stampa di Torino l’hanno coperta. Perché non avete coperto anche quello che è successo a Genova e in altre 50 città con migliaia di persone scese in piazza?".
Da qui la vergognosa sparata che ha indignato Meloni e tutto il centrodestra: "Io condanno fermamente ogni forma di violenza. È necessario che ci sia giustizia per quello che è successo alla sede della Stampa. Sono anni che dico che non bisogna commettere violenza nei confronti di nessuno. Al tempo stesso, che questo sia anche un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro cioè riportare i fatti. E se riescono a permetterselo anche fare un po’ di analisi e di contestualizzazione".
È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) November 29, 2025
La violenza non si giustifica.
Non si minimizza.
Non si capovolge.
Chiunque cerchi di…