Il Foglio lo definisce già "effetto Gruber", e già traccia la rotta sul generale Roberto Vannacci, che mercoledì sera sarà ospite di Otto e mezzo su La7 a conferma di una sua centralità nel panorama politico di oggi e, soprattutto, di domani.
"C'è da scommetterci - chiosa perfido Salvatore Merlo su Lilli -: volendolo fare nero lo renderà simpatico". Eccolo qua riassunto in maniera brutale, l'effetto Lilli Gruber. La signora dei talk di La7 è nota per le sue posizioni intransigenti su tutto ciò che si muove a destra. Figurarsi nella cosiddetta "ultra-destra" incarnata da Futuro nazionale, il nuovo progetto dell'europarlamentare ex Lega che punta a essere cruciale nei rapporti di forza dell'attuale maggioranza di governo.
"Chi scrive non sa ancora cosa dirà il generale - sussurra Merlo, salace -. Sa però, con la certezza del profeta che ha già visto il filmato, come andrà a finire. Andrà a finire che Vannacci diventerà come minimo presidente della Repubblica. Bisogna dirlo chiaramente: è l’inizio della sua ascesa al potere assoluto. La dinamica è nota agli specialisti come effetto Lilli".
Segue sintesi della puntata, un po' sceneggiata ma di fondo veritiera: "La vittima entra. Si siede. Gruber, che per acconciatura regge al sommo del capo una specie di gatto arrotolato, gli sorride di un sorriso che a Bolzano, sua terra natìa, chiamano 'la valanga gentile'. Poi arriva l'interruzione chirurgica al ventiseiesimo secondo, il sopracciglio che si inarca come un arco longobardo, la gragnuola degli ospiti ostili, la domanda che inizia con 'Ma non è forse vero che lei...'".
Un meccanismo ben noto a chi del centrodestra, come Matteo Salvini o in senso lato Italo Bocchino, si ritrova molto spesso a combattere da solo nella fossa dei leoni progressisti. In questo caso, per Vannacci gioca anche l'effetto-novità, perlomeno in tv: "Dopo venti minuti lo spettatore medio, che magari quel nome lì non lo poteva vedere, sente nascere dentro di sé un sentimento inedito e perturbante: la solidarietà umana. Successe pure con Elly Schlein. Entrò da Gruber come figura di laboratorio e uscì come una persona. Interrotta sistematicamente per ventidue minuti, lasciò lo studio circondata da un’aureola di simpatia popolare che nessun congresso di partito avrebbe mai potuto costruirle. Da lì è cominciata la riscossa".
Merlo immagina già una domanda aleggiare per tre volte in studio: "Ma col razzismo come la mettiamo" e si cimenta in una profezia ardita con tanto di battuta finale: "L’Italia avrà il suo presidente del Consiglio nel giro di ventiquattro mesi. Qualcuno dovrebbe preoccuparsi seriamente. Se fossimo in Giorgia Meloni chiederemmo alla Rai di organizzare subito un Sanremo espresso per mercoledì sera, in modo da distrarre lo share".