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Berlusconi: Sono sereno, non farò più il premier

Il Cav morbido con Monti ("Mai detto di staccargli la spina, anche se la manovra...") avverte Bossi: "Lega da sola? Masochismo"

Giulio Bucchi
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La sfida di Silvio Berlusconi a Mario Monti, con quel "il governo dovrà passare dal Pdl", nasconde una tranquillità nuova per il Cavaliere. Tolto un peso (quello giudiziario del processo Mills, con la deposizione dell'avvocato inglese a Milano che fa crollare le accuse), il leader del Pdl può pensare al ruolo del partito in parlamento e studiare le strategie per il futuro, senza più l'assillo delle responsabilità a tutti i costi: "Ora sono sereno, non farò più il premier", ha confidato nuovamente ai suoi. Parole definitive, perché l'intenzione del Cav è quella di lanciare il segretario Angelino Alfano come candidato a Palazzo Chigi nel 2013. In questo senso, vuole preparargli il terreno: niente strappi con il governo tecnico ("Anche se nella manovra avremmo voluto misure più producenti e meno depressive per l'economia") e con Monti ("Mai detto che gli possiamo staccare la spina"), un lento ricucire con la Lega ("Certi loro atteggiamenti in Parlamento sono simpatici") e soprattutto con Bossi: "Loro da soli alle elezioni? Sarebbe masochismo puro". E quando si parla di astuzie e tattiche, nessuno nel Carroccio ha orecchie più attente del Senatùr.

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