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I ministri restano a terra voli di Stato giù del 92%

Spostamenti in treno o sugli aerei di linea. Nei primi 100 mgiorni di Monti risparmiati 23,5 milioni di euro. Nel 2010 la spesa era stata di 60 milioni

Matteo Legnani
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Tutti in treno, o quasi. E risparmi per i contribuenti italiani di ben 235mila euro al giorno. Una delle fotografie dei primi 100 giorni del governo Monti è quella degli aerei di Stato fermi sulle piste dello scalo di Ciampino, base del 31° Stormo dell'Aeronautica militare. Col professore a Palazzo Chigi i voli di Stato sono calati del 92%, in pratica quasi azzerati, coi ministri che si spostano per lo più su rotaia o con gli aerei di linea. Tanto che in cento giorni si calcola un risparmio complessivo di 23,5 milioni di euro (a fronte dei forse 60 spesi nel 2010 per 8.500 ore di volo complessive). Era stato lo stesso presidente del Consiglio, appena arrivato a Palazzo Chigi, a dare l'esempio quando, arrivato a Ciampino per recarsi a Bruxelles, aveva "rifiutato" il grosso Airbus presidenziale optando per il più piccolo (e meno costoso) Falcon 900. Lo stesso Monti si è poi sempre spostato tra Milano e Roma in treno. La direttiva che limita l'utilizzo dei voli di Stato era stata firmata già da Silvio Berlusconi, sull'onda del primo decreto anticrisi, lo scorso settembre. Ma si è dovuto attendere lo scorso 12 dicembre (quando già il Cavaliere aveva dato le dimissioni) per vedere la norma pubblicata in Gazzetta ufficiale.

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