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ODONTOIATRIA

Parodontite, l'italiano
ne sottovaluta i sintomi

L’uso combinato di test bio-molecolari, microscopio e laserterapia offre oggi nuove opzioni non invasive per risolvere l’infezione ed evitare la perdita dei denti

Secondo un’indagine ‘Astra’ solo il 39% dedica adeguata attenzione a igiene e cura dei denti, solo il 36% fa visite di controllo periodico dal dentista

28 Giugno 2013

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Parodontite, l'italiano
ne sottovaluta i sintomi
Secondo un’indagine ‘Astra’ solo il 39% dedica adeguata attenzione a igiene e cura dei denti, solo il 36% fa visite di controllo periodico dal dentista

Una cosa è certa: con i denti non siamo proprio bravi! Solo il 39,1% degli italiani dedica infatti adeguata attenzione all’igiene e alla cura dei denti, solo il 36,3% fa visite di controllo periodiche dal dentista e poco meno di 1/3 esegue periodicamente sedute di igiene orale professionale. È quanto emerge dall’indagine “Gli italiani, le malattie dentali e la parodontite”, condotta da Astra Ricerche per conto dell’Istituto di Ricerca e Formazione in Microdentistry su un campione rappresentativo di 1.111 individui 18-70enni. “Gli italiani – sottolinea Enrico Finzi, presidente Astra Ricerche e curatore dell’indagine – si preoccupano solo quando i problemi dentali diventano gravi ed evidenti. Infatti il 63,5% è preoccupato dalla presenza di pus e il 61,5% se i denti si muovono, mentre sembrano sottovalutare sintomi all’apparenza meno gravi ma già molto pericolosi per la salute orale, come le gengive sanguinanti, abbassate o infiammate”. La situazione è ancor più critica quando si parla di parodontite, che colpisce oltre il 60% della popolazione. Si tratta di un’infezione cronica polimicrobica a danno dei tessuti parodontali, che – se non adeguatamente trattata – porta alla perdita dei denti. “Solo il 31,2% degli italiani – continua Finzi – ha una conoscenza adeguata della parodontite, solo il 10,8% riconosce correttamente che la parodontite è una malattia dei tessuti parodontali e non delle gengive e solo il 2,5% la descrive come una malattia provocata da batteri. Circa la metà riconosce nel sanguinamento delle gengive un problema correlato alla parodontite e solo il 35,3% sa che l’alitosi è uno dei primi sintomi”. “La scarsissima conoscenza dei sintomi di insorgenza della parodontite (sanguinamento e alitosi) – ricorda Francesco Martelli, direttore scientifico I.R.F. in Microdentistry – impatta sulla prevenzione. La perdita dei denti infatti è l’esito finale della malattia, che può essere facilmente evitato, senza grandi costi economici e biologici, grazie ad un’azione tempestiva alla comparsa dei primi sintomi. Bisogna necessariamente conoscere la malattia per essere in grado di valutare, e poi scegliere, il trattamento più idoneo”.

Dall’indagine Astra ricerca emerge che solo 1/3 degli italiani sa che la parodontite potrebbe essere evitata con i controlli periodici dal dentista e solo 11,3% è a conoscenza del trattamento non chirurgico con uso combinato di microscopio operatorio e laser ad alta potenza, elementi chiave della terapia MicroFotoDinamica della parodontite. “L’integrazione del laser, come coadiuvante del trattamento della malattia parodontale, ha dimostrato largamente la sua efficacia grazie ad alcune sue caratteristiche ed al modo in cui il raggio interagisce con i tessuti coinvolti. Fra i principali vantaggi vanno considerati l’effetto battericida, la rimozione dell’epitelio sulculare infetto e del tessuto di granulazione, nonché gli effetti antiflogistico, antiedemigeno e biostimolante”, sottolinea Rolando Crippa, docente di Odontoiatria all’Università di Genova e direttore del reparto di Patologia orale e Laserterapia presso l’Istituto Stomatologico Italiano. “Oltretutto – continua Crippa – l’impiego del laser in odontoiatria in alternativa al bisturi, al trapano e ai tradizionali protocolli chirurgici assicura un trattamento meno invasivo, meno doloroso, più preciso e dai risultati migliori”.

La terapia MicroFotoDinamica della parodontite prende le mosse dalla diffusione dei test bio-molecolari a basso costo e di immediata esecuzione, in grado di prevedere le varianti geniche che influenzano la persistenza dei batteri patogeni nelle aree sotto-gengivali e di conseguenza i risultati terapeutici. “Lo screening sistematico per mezzo di questi test e l’introduzione di trattamenti fotodinamici laser-assistiti – spiega Martelli – ci consente di elaborare oggi strategie personalizzate, che tengono conto della risposta immunitaria di ciascuno, come testimoniano le migliaia di pazienti curati ogni anno nei nostri centri in Italia e all’estero. Il nuovo approccio, basato su dati oggettivi di laboratorio e finalizzato alla risoluzione definitiva dell’infezione mediante un vero e proprio trattamento biologico dell’ecosistema orale, permette di gestire con successo anche quei casi di parodontiti aggressive a insorgenza precoce e refrattarie alle tradizionali strategie terapeutiche, che causano l’edentulismo anche in persone molto giovani”. (GUGLIELMO GIUSTOFRALLO)


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