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Nuova giornata di scontri in piazza Tahrir, militari sparano sulla folla: uccisi 3 giovani

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Esteri

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Il Cairo, 20 dic. - (Adnkronos/Aki) - E' di tre morti e 57 feriti il bilancio degli scontri avvenuti nel corso della notte in piazza Tahrir, al Cairo, tra manifestanti e forze di sicurezza egiziane. Per il quinto giorno consecutivo, i militari egiziani hanno sparato proiettili contro i manifestanti, oltre ad aver usato bastoni e gas lacrimogeni per disperdere la folla accampata in piazza, simbolo della rivolta che ha portato alle dimissioni l'ex presidente Hosni Mubarak. Il bilancio, secondo quanto riporta il sito del quotidiano locale 'al-Wafd', è aggiornato alle 6 del mattino orario locale, quando gli agenti della sicurezza si sono ritirati dal luogo degli scontri. I manifestanti, in piazza per chiedere che la giunta militare rimetta i suoi poteri a favore di un'autorità civile, accusano le forze della polizia e dell'esercito di aver usato proiettili veri contro di loro. I feriti sono stati portati nella moschea Omar Mukram dove è stato allestito un ospedale da campo. Il primo dei tre morti si chiamava Mohammad Samir Maslaha ed aveva 20 anni. Sarebbe stato ucciso in via Talaat Harb. La seconda vittima aveva la sua stessa età e si chiamava Mohammad Mustafa Hussein Sayed. Era uno studente di ingegneria ed è stato ucciso in piazza Tahrir. Il terzo infine si chiamava Islam Abdel Hafith, deceduto nell'ospedale da campo allestito nella moschea per le ferite riportate in piazza. Secondo testimoni, centinaia di forze governative sono entrate nella piazza della capitale e hanno aperto il fuoco contro i manifestanti pacifici. ''Centinaia di forze della sicurezza dello Stato e dell'esercito sono entrati nella piazza e hanno iniziato a sparare pesantemente. Hanno inseguito i manifestanti e dato fuoco a qualsiasi cosa che trovavano sulla loro strada, compresi dispositivi medici e coperte'', ha raccontato un manifestante. Prima del blitz, la folla aveva tentato di abbattere un muro di mattoni eretto dall'esercito per bloccare l'accesso al Parlamento. Ma l'avanzata dell'esercito ha costretto i civili presenti a ripararsi nel Museo egiziano e nella piazza Talaat Harb nel centro del Cairo. Ora la situazione sembra tornata a una calma relativa. In totale, secondo quanto riferisce il ministero della Salute, sono una dozzina le vittime registrate dall'inizio degli scontri venerdì. Secondo gli attivisti, pero', il bilancio sarebbe di 14 morti. Mentre oltre 500 sono i feriti Intanto il leader liberale egiziano Ayman al-Nour in un'intervista ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL ha affermato che denuncerà "alla magistratura chi mi accusa di essere dietro gli scontri che si registrano in questi gironi in piazza Tahrir" al Cairo. "Si tratta di fantasia, di un vecchio film gia' visto. Io non ho alcun rapporto con quanto sta avvenendo", ha detto commentando quanto apparso oggi sulla stampa egiziana, dove fonti dei militari lo accusavano di essere il mandante dei disordini. Il politico, considerato da tutti come futuro candidato alle presidenziali in Egitto, aggiunge che "si stanno vendicando contro di me per l'iniziativa che ho portato avanti nelle scorse settimane nella quale chiedevo la fine della giunta militare e il passaggio dei poteri a un organismo civile. Intendo querelare la giunta militare perché le parole usate contro di me sono pericolose e sono peggiori di quelle pronunciate ai tempi di (ex presidente Hosni, ndr) Mubarak".

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