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Cogne: a 10 anni da morte di Samuele e' ancora caso mediatico/Adnkronos

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Cronaca

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Torino, 29 gen. - (Adnkronos) - Sono le 8 e 28 del 30 gennaio 2002. Al 118 di Aosta arriva la telefonata di una mamma disperata. E' Annamaria Franzoni che chiede aiuto per il suo bambino che ''vomita sangue''. Comicia cosi' uno dei casi di cronaca piu' discussi e controversi, che in tanti anni di dolore e di polemiche, di perizie e colpi di scena, non ha mai smesso di appassionare l'opinione pubblica. Quella fredda mattina di gennaio muore, nel letto di mamma e papa', Samuele Lorenzi, 3 anni, che con i genitori e il fratellino piu' grande Davide abitava nella villetta di Montroz, tra le montagne di Cogne. Mentre l'autopsia accerta che il bambino e' stato colpito alla testa da un corpo contudente, da subito i riflettori vengono puntati sulla mamma del bambino, Annamaria Franzoni , e l'Italia torna a dividersi ancora una volta tra innocentisti e colpevolisti, trasformando la vicenda di Cogne in un caso giudiziario lungo e difficile, sul quale nel corso di questi anni si sono espressi esperti e non, di ogni genere e valore, e dove non sono mancati neppure anonimi 'investigatori' che con lettere e perfino cartoline hanno hanno suggerito agli inquirenti la loro personale verita'. A dare ragione a chi e' convinto che Anna Maria, che da sempre si proclama innocente, sia colpevole arriva, il 14 marzo 2002, l'ordinanza di arresto firmata dal gip di Aosta, Fabrizio Gandini. L'accusa e' di omicidio volontario e la mamma di Samule viene rinchiusa nel carcere di Torino, dove rimane fino al 30 marzo, quando viene scarcerata su decisione del Tribunale del riesame che accoglie il ricorso presentato dal legale di Annamaria, Carlo Federico Grosso. (segue)

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