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Mafia capitale

Salvatore Buzzi: "I politici del Pd di Roma e Lazio? Famelici, mai pagato così tanto"

1 Agosto 2015

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Salvatore Buzzi:

Trema il Pd di Roma e del Lazio per le ultime rivelazioni di Salvatore Buzzi a giudici nell'ambito dell'inchiesta Mafia capitale. Il numero uno della Coop 29 giugno ha tirato fuori dal cilindro una lista di nomi e cognomi delle giunte del Comune della capitale e della Regione Lazio, cui avrebbe corrisposto in passato tangenti per ottenere appalti. Quello che viene fuori è un teatro dell'avidità: "Mai pagato tanto, politici famelici" ha affermato Buzzi al gip.

Accusati - Sotto accusa dunque la giunta di Roma e quella Regione guidata dall'allora presidente Nicola Zingaretti. Quello confessato da Salvatore Buzzi è un mercato parallelo, una continuo affluire di soldi nelle tasche dei politici per poter ottenere appalti di ogni tipo; manutenzione del verde, raccolta rifiuti, gestione immigrati, assistenza anziani e minori, pulizia delle strade: per ogni appalto preso, Buzzi caccia dal 3 al 5% delle cifre.

Le mazzette - Per il Palazzo della provincia all'Eur, comprato da Zingaretti quando era ancora in costruzione, intascarono soldi il capo di gabinetto Maurizio Venafro, il segretario generale Antonio Calicchia e Peppe Cionci; quest'ultimo è un imprenditore che si è occupato di finanziare le campagne elettorali di Zingaretti e Marino. Soldi anche per vincere la gara per il riscaldamento e l'energia negli ospedali del Lazio: un miliardo e 250 milioni divisi fra maggioranza e opposizione col capogruppo Pdl Luca Gramazio a orchestrare il tutto. Tangenti anche per l'assegnazione da 100milioni del centro unico delle prenotazioni, e qui saltano fuori nomi del Comune di Roma, famelici secondo Buzzi. Ventiduemila euro a Francesco D'Ausilio del Pd, e mazzetta anche all'ex presidente del consiglio comunale Coratti: "Il cda Ama (società di smaltimento rifiuti, ndr) è roba nostra, ci devi pagare" avrebbero detto a Salvatore Buzzi.

Ogni mese - E poi ancora da verificare ci sono le cifre date da Buzzi, mille euro al mese a Figurelli, 2.5mila a un ingegnere dell'ente Eur, 26mila a Tassone per le potature a Ostia e 6mila per le spiagge, 10mila per la pulizia degli autobus al membro del cda Atac (trasporti pubblici) e in direzione regionale del Pd Andrea Carlini. L'ex amministratore delegato di Ama Franco Panzironi avrebbe ricevuto quasi un milione di euro in tre anni, e avrebbe tolto un appalto già assegnato a Buzzi per la manutenzione dei cimiteri, dopo che l'imprenditore si era ribellato al finanziamento della Fondazione Nuova Italia di Alemanno. Ci si potrebbe coprire l'intera Roma con i nomi che muovevano (muovono?) Mafia capitale. E Salvatore Buzzi ha aperto un altro capitolo.

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Commenti all'articolo

  • honhil

    01 Agosto 2015 - 19:07

    Per Berlusconi che andava dietro alle bambole, un’infinità di procure dello Stivale ha lavorato giorno e notte. E, intanto, i politici dell’altra sponda si mangiavano e si mangiano l’Italia.

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  • Italotrend

    01 Agosto 2015 - 18:06

    Buzzi? Parla, parla, ma i nomi 'pesanti'? Niente. Sempre e solo robetta.

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  • krgferr

    01 Agosto 2015 - 17:05

    E' noto come il celeberrimo: Eia Eia Alalà” oltre ad essere un plagio da parte del Vate nei confronti del Pascoli non abbia alcun significato al di là della potenza emotiva scatenata quando la frase è gridata dalla massa. Pensavo che lo slogan bossiano: “Roma ladrona” fosse un artificio della stessa natura da parte dell'Umberto ma, a questo punto, ritengo sia doveroso ricredermi. Saluti. Piero

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