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FARMACI ‘STORICI’

Aspirina: mille volti di un farmaco
utilizzato da un secolo in medicina

12 Marzo 2015

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Da tutti conosciuto con il nome di ‘aspirina’, l’acido acetilsalicilico rappresenta uno dei principi attivi più utilizzati nella storia della medicina: da oltre un secolo, infatti, viene impiegato come antinfiammatorio, antidolorifico e antipiretico. Dagli anni ’70, l’attenzione della comunità medico scientifica si è concentrata sugli effetti d’inibizione dell’aggregazione piastrinica, ed i conseguenti vantaggi in termini di prevenzione cardiovascolare con regimi terapeutici a basso dosaggio (75/100 mg al dì). Ora, il medesimo farmaco utilizzato nella prevenzione cardiovascolare, sta dimostrando un’efficacia, ipotizzata già alcuni anni fa, che ora trova conferme crescenti, anche nel campo della prevenzione dei tumori, soprattutto quelli del tratto gastrointestinale (cancro del colon retto, dell’esofago e dello stomaco). I dati a supporto di questa tesi sono frutto di analisi retrospettive condotte su studi dedicati alle patologie cardiovascolari, nei quali i pazienti assumevano il farmaco a lungo termine. In particolare l’analisi di 8 studi condotti su 23.535 pazienti, pubblicata su Lancet, ha mostrato una riduzione della mortalità per tumori del 34% dopo 5 anni e del 20% dopo 20 anni. E’ emersa, quindi, una riduzione delle neoplasie, un risultato non evidente prima di 5 anni di somministrazione a basse dosi, mentre i vantaggi sono considerevoli dopo 10 anni, soprattutto nel cancro del colon, del rene e della prostata. Non solo, altro dato molto interessante riguarda il possibile beneficio in termini di riduzione della frequenza delle metastasi. Tuttavia, perché l’aspirina a basso dosaggio possa avere un’indicazione specifica per la prevenzione oncologica è necessario avere conferme da studi clinici mirati che possano dire con certezza quali tumori, in quali soggetti, a quali dosaggi e per quanto tempo sia necessario somministrare il farmaco per avere effetti di protezione oncologica.

Il parere del medico. “Al momento, però – spiega Claudio Cricelli, presidente SIMG, Società Italiana di Medicina Generale – per l’aspirina a basso dosaggio gli enti regolatori non hanno ancora approvato l’indicazione specifica alla prevenzione oncologica. Per questo è necessario realizzare studi su ampie popolazioni di pazienti che forniscano evidenze non tanto derivanti da meta-analisi quanto da vere e proprie indagini effettuate sul campo. Per quanto ci riguarda – prosegue Cricelli - SIMG ha utilizzato questo filone di ricerca per osservare anche in Italia, in modo retrospettivo, una grande quantità di pazienti che assumevano aspirina da oltre 5 anni per ragioni cardiovascolari con l’intento di verificare se anche in questi casi si manifestassero effetti positivi in termini di prevenzione oncologica. I dati preliminari, decisamente incoraggianti, sono in linea con quanto evidenziato dalla letteratura internazionale”. “Si tratta della prima volta in cui viene effettuato uno studio osservazionale retrospettivo, su un periodo di circa quindici anni, in Italia. Ciò è reso possibile – conclude Cricelli - grazie all’ampia banca dati Healthsearch, di cui dispone la nostra Società Scientifica da 17 anni, che con una base di dati su oltre 2 milioni di pazienti non trova eguali nell’ambito della medicina generale a livello europeo”. (LARA LUCIANO)

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