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TECNOLOGIE INNOVATIVE PER IL CUORE

Nuovo defibrillatore impiantabile
ripristina il normale ritmo cardiaco

23 Giugno 2015

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Ogni anno 50mila persone in Italia e 350mila in Europa muoiono di morte cardiaca improvvisa (SCD, sudden cardiac death) in seguito a un arresto cardiaco, un’ aritmia maligna che può essere letale. Il tasso di mortalità raggiunge il 95%, se non si interviene tempestivamente con un defibrillatore per ripristinare il normale ritmo cardiaco.  Il cuore deve ricevere uno choc elettrico, definito 'terapia di defibrillazione', per ripristinare il normale ritmo del cuore e il flusso di sangue nel corpo. Ma la tecnologia medica ha fatto passi da gigante e oggi sono disponibili i defibrillatori impiantabili sottocutanei che forniscono al paziente un supporto di 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e sono destinati a soggetti a rischio di aritmie cardiache maligne. Possiamo quindi consideragli degli insostituibili ‘angeli custodi’ che vengono impiantati nel paziente per prevenire episodi ad alto rischio. L’ultima novità, presentata in occasione del congresso internazionale di aritmologia EHRA EUROPACE in corso a Milano, è ‘EMBLEM S-ICD’, una delle innovazioni tecnologiche più rilevanti per prevenire la morte cardiaca improvvisa.  Ne hanno dato testimonianza la dottoressa Maria Grazia Bongiorni, direttore malattie cardiovascolari 2 dell’Ospedale Cisanello AOU di Pisa; il dottor Pier Lambiase, Reader in Cardiology & Consultant Electrophysiologist dell’Institute of Cardiovascular Science, UCL - Dept of Cardiology, BartsHeart Centre, UK; Graham Harper, paziente inglese cui è stato impiantato il dispositivo, Pierre Chauvineau di Boston Scientific Europe che ha delineato le grandi prospettive che questi dispositivi aprono per migliaia di pazienti. I defibrillatori impiantabili possono essere di due tipi: quelli che per funzionare necessitano di elettrocateteri transvenosi (che raggiungono il cuore tramite l’albero venoso) e quelli che funzionano senza toccare né il cuore né i vasi sanguigni (S-ICD Subcutaneous Implantable Cardioverter Defibrillator), garantendo la medesima efficacia ma senza le possibili complicazioni legate all’accesso venoso.

Il sistema S-ICD. E’ al momento l’unico che previene l’arresto cardiaco improvviso senza toccare il cuore e il sistema sanguigno. Distribuito in Italia e in altri paesi da Boston Scientific, ha ottenuto il marchio CE nel 2009 e l’approvazione FDA (Food & Drug Administration) nel 2012, mentre la seconda generazione è stata approvata nel marzo di quest’anno.  Da segnalare che l’invenzione del sistema originario è anche italiana; la tecnologia del primo defibrillatore impiantabile sottocutaneoS-ICD è infatti da ricondurre al dottor Riccardo Cappato, attuale Responsabile Centro di Ricerca  Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia IRCCS Istituto Clinico Humanitas  e Direttore Unità di Aritmologia Clinica ed Elettrofisiologia II Humanitas Gavazzeni. Importanti le novità di EMBLEM rispetto alla prima generazione di S-ICD. Il defibrillatore è più sottile del20%, il che garantisce maggiore comfort al paziente e miglioramenti anche sul piano estetico, aspetto non trascurabile soprattutto in pazienti di giovane età. La batteria del dispositivo, prodotta direttamente da Boston Scientific, garantisce una durata superiore a 7anni, il che significa circa il 40% in più rispetto alle batterie dei dispositivi di prima generazione. La maggiore durata della  batteria - uno degli elementi cruciali nel settore dei dispositivi - diminuisce la necessità di sostituzioni del dispositivo e i possibili rischi ad esse correlate. Se poi aggiungiamo il fatto che il dispositivo è interamente sottocutaneo, e quindi gli elettrocateteri sono all’esterno dei vasi sanguigni e del cuore (non toccano né il cuore, né i vasi sanguigni), si evitano le possibili complicanze legate alle infezioni, fornendo un indiscusso vantaggio non solo per la salute del paziente, ma anche per il medico che non deve affrontare i rischi delle sostituzioni e gli alti costi ad esse correlati. Infine, EMBLEM è programmato per consentire il monitoraggio remoto del paziente attraverso il sistema di controllo Latitude, una possibilità di grande rilievo se si considera che il follow-up del paziente dopo l’impianto costituisce parte integrante dell’intero processo terapeutico. (ISABELLA SERMONTI)

 

 

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    01 Luglio 2015 - 17:03

    purtroppo ho un cuore metallico . ho da alcune settimane una fibrillazione violenta che non mi lascia nemmeno camminare . pensa che per me vada bene ?

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