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BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA (BPCO)

Una nuova terapia di mantenimento
può migliorare la funzione polmonare

2 Luglio 2015

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Respirare. E’ una cosa che facciamo automaticamente,continuamente, senza pensarci, e di cui non ci accorgiamo mai se… se non ci sono ‘problemi’. E molte persone – stiamo parlando di oltre 200 milioni sparsi in tutto il mondo sviluppato – soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una malattia respiratoria progressiva cronica, trattabile ma incurabile che nel 2030 BPCO sarà addirittura la 3a principale causa di morte. Di solito la malattia viene diagnosticata quando la funzione polmonare è già significativamente compromessa ed è necessaria una terapia di mantenimento. Questi pazienti soffrono di sintomi tra cui dispnea e tosse, che spesso non consentono loro di continuare a condurre una vita attiva. Può verificarsi un peggioramento dei sintomi e un’ulteriore riduzione delle attività, che contribuiscono a un maggior rischio di disabilità e mortalità. Arriva finalmente una buona notizia per tutti questi pazienti: è stato approvato dalle autorità competenti in molti paesi europei l’uso dell’associazione tiotropio/olodaterolo come terapia di mantenimento in monosomministrazione giornaliera, per alleviare i sintomi della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) in pazienti adulti. Le approvazioni in altri Paesi europei sono previste, a seguire, nei prossimi mesi. Tiotropio/olodaterolo determina miglioramenti significativi della funzione polmonare, della dispnea, della qualità della vita e riduce il ricorso ai farmaci ‘di emergenza’, rispetto a tiotropio, già negli stadi iniziali della malattia quando i pazienti necessitano della terapia di mantenimento. Questi benefici aggiuntivi potrebbero consentire ai pazienti di restare attivi ed evitare il peggioramento della BPCO il più a lungo possibile. “Gli ulteriori benefici che si ottengono con tiotropio/olodaterolo, rispetto al solo tiotropio, sono significativi per i pazienti, e i dati mostrano che i benefici sulla funzione polmonare sono persino maggiori, se questa terapia viene utilizzata nei primi stadi della BPCO.  Si tratta di una nuova promettente evoluzione nel trattamento della BPCO, ha dichiarato il professor Roland Buhl, responsabile del dipartimento di Medicina Respiratoria all’ospedale universitario di Mainz. “La gestione  ottimale sin dai primi stadi della terapia di mantenimento può offrire ai pazienti affetti da questa malattia respiratoria fortemente invalidante, una straordinaria opportunità per continuare a condurre una vita attiva, controllarne i sintomi e migliorare la qualità di vita”. (ANDREA SERMONTI)



 

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