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SPORT E VISIONE CORRETTA

Meglio gli occhiali per gli atleti?
“Preferiscono le lenti a contatto”

31 Luglio 2015

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Una recente inchiesta condotta in Italia su un campione di circa 1.400 sportivi, i cui risultati sono stati presentati all’ultimo congresso della British Contact Lens Association che si è tenuto recentemente a Liverpool, ha confermato una considerevole superiorità delle lenti a contatto (LaC) rispetto ad altri sistemi di correzione visiva, sia in termini di comportamento correttivo praticato che di attitudine percepita. Sono stati 1.399 i questionari raccolti (36,2% femmine; età media 27,2 ± 13,4 anni); oltre la metà dei soggetti intervistati (51,8%) ha dichiarato di praticare sport a livello agonistico e la quasi totalità, (93,3%) di effettuare controlli della vista. Oltre un terzo dei soggetti (37,3%) ha riferito di avere un difetto di visione. Tra questi, la metà  dichiara di utilizzare unicamente occhiali come dispositivo di correzione visiva, il 5,4% solo lenti a contatto e il 43,1% di ricorrere a entrambi. Questi dati indicano come il 18% degli intervistati usi le lenti a contatto a fronte di una prevalenza di difetti di vista simile a quella della popolazione generale italiana in cui il dato di diffusione delle lenti a contatto si ferma al 5% circa. Inoltre mentre il 92,9% di chi utilizza lenti a contatto continua a usarle anche nello sport, solo il 33,9% di coloro che usano occhiali nella vita generale continuano a usarli anche nella pratica sportiva. Le lenti a contatto più utilizzate sport nella pratica sportiva sono quelle giornaliere  (57,6%), seguite da LaC morbide riutilizzabili (27,9%), LaC convenzionali morbide (7,4%) e LaC rigide (3,1%). Tra i soggetti la propensione verso la correzione con LaC è significativamente più alta rispetto alla correzione con occhiale o alla chirurgia refrattiva, confermando come gli sportivi siano ben coscienti dei vantaggi offerti dalle lenti a contatto e le loro abitudini ne offrono la prova concreta. Le persone che praticano sport a livello agonistico sono più propense a considerare importante la correzione della vista nello sport rispetto a chi pratica sport a livello dilettantistico.

Parlano gli esperti. “Per rispondere a un servizio nel tennis, a uno smash nel ping-pong o per colpire al volo di testa una palla crossata in area, bisogna capire bene direzione e velocità della palla da intercettare – conferma il dottor Fabrizio Zeri, PhD presso la School of Health and Life Sciences della Aston University di Birmigham (UK) - Nello sport, la precisione e l’efficacia di qualunque atto motorio richiesto è inscindibilmente legata all’efficienza visiva dello sportivo”. I difetti di vista, specie se elevati e se non corretti, quindi possono interferire con la prestazione sportiva. Una grossa differenza la fa il tipo di dispositivo correttivo utilizzato. Gli occhiali presentano di fatto alcune problematiche come la limitazione del campo visivo dello sportivo, la variazione di grandezza e di posizione degli oggetti nella scena visiva e il rischio di traumatismo possibile dove è contemplato il contatto con l’avversario. In altri casi l’occhiale rappresenta una opportunità protettiva da vento, sole e UV tanto da venire utilizzato, in sport come il ciclismo o lo sci alpino, dalla totalità dei partecipanti indipendentemente dalla loro richiesta di correzione ottica. Quando però si ha bisogno di correzione ottica una valida soluzione per raggiungere livelli funzionali visivi ottimali è rappresentata dalle lenti a contatto.

I vantaggi della lente a contatto. La posizione a contatto con la superficie oculare offre al portatore dei vantaggi ottici evidenti perché:

- aumenta il campo visivo, fondamentale in sport di squadra dove l’attenzione visiva non è posta solo su un target ‘centrale’ come la palla, ma anche sulla posizione di avversari e compagni in posizione periferica;
- restituisce un’immagine retinica più reale, per grandezza e posizione, rispetto a quella che si forma con gli occhiali (questo è particolarmente importante se i difetti di vista sono diversi nei due occhi, perché migliora il livello di collaborazione tra i due occhi con un netto vantaggio sulla percezione della posizione nello spazio e la velocità degli oggetti).


“Questi vantaggi sono importanti non solo per lo sportivo professionista, ma anche per quello amatoriale e in particolar modo per i giovani che praticano sport – conclude il dottor Zeri - L’importanza fisica, pedagogica nonché la dimensione ludica dello sport per un giovane sono rilevanti e non a caso la fascia d’età in cui lo sport viene maggiormente praticato in Italia, così come in Europa e nel mondo, è quella adolescenziale. Fornire al giovane un ausilio realmente utilizzabile nello sport e che ne massimizza l’efficienza visiva, gli consente d’inserirsi tra i pari senza sentire un “limite” visivo che potrebbe influire sulla sua sicurezza e sul senso di adeguatezza”. (CARLOTTA DONNINI)

 

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