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NOVITÀ IN OFTALMOLOGIA

‘Sindrome dell’occhio secco’
nuove prospettive dalla ricerca

4 Settembre 2015

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Gli esperti la chiamano ‘sindrome dell’occhio secco’ ed è una patologia spesso sottovalutata ma che può avere ripercussioni significative sull’acuità visiva di chi ne soffre, soprattutto quando si manifesta nelle forme moderata e grave.  La ricerca di una soluzione a questa patologia fastidiosa e i cui sintomi più comuni – arrossamento e irritazione agli occhi, prurito e bruciore, vista annebbiata, sensazione di un corpo estraneo nella palpebra – ‘toccano’ almeno una persona su tre è un tema attuale per la ricerca in oftalmologia, riunita a Barcellona nel corso del 6° Congresso EuCornea. Il simposio ‘Dry Eye Disease: from Pathogenic Mechanism to Innovative Solutions’, promosso dall’azienda biofarmaceutica Dompé, rappresenta l’occasione per fare il punto, insieme ad alcuni tra i massimi esperti internazionali, non solo sulle acquisizioni scientifiche più recenti sulla genesi della patologia, ma anche sulle opportunità terapeutiche del futuro per le forme più serie. “L’occhio secco è una malattia multifattoriale della superficie oculare e del film lacrimale che può causare danni alla superficie oculare”, spiega il professor José Manuel Benítez del Castillo Sánchez della Universidad Complutense de Madrid e Jefe de Sección dell’Hospital Clinico San Carlos. “Oltre a difenderlo e ad assicurarne una costante lubrificazione, le lacrime consentono di apportare sostanze nutritive all’occhio, mantenendolo in salute. Un disordine del film lacrimale può essere di tipo quantitativo, in carenza della componente liquida, o qualitativo, se associato a modificazione della composizione delle lacrime, e può comportare una serie di problemi che nei casi più gravi appaiono di difficile risoluzione”. Lo stato di salute del film lacrimale è quindi fondamentale per assicurare non solo la salute oculare, ma anche una corretta visione.

L’importanza delle terapie. “Sul fronte clinico, è fondamentale che l’oculista possa disporre di opzioni terapeutiche diverse in grado di rispondere ai bisogni del paziente, dal momento che in svariati casi i trattamenti disponibili non consentono di dare risposte adeguate”, afferma il professor Leonardo Mastropasqua, dell'Università degli Studi G. D'Annunzio Chieti Pescara. “Diagnosi appropriata e approccio targettizzato rappresentano un naturale corollario di una terapia mirata ed efficace”. Dare una risposta ai bisogni dei pazienti affetti da questa patologia è una sfida che Dompé ha raccolto e sta perseguendo nell’ambito della ricerca biotecnologica. “La ricerca di soluzioni innovative per i bisogni non soddisfatti dei Pazienti di tutto il mondo è uno degli obiettivi chiave del nostro impegno – spiega Eugenio Aringhieri, Chief Executive Officer Dompé – In questa prospettiva, siamo impegnati in un percorso che ci vede alle tappe conclusive dello sviluppo della lubricina, una glicoproteina naturalmente presente nell’organismo per cui stiamo indagando il meccanismo di protezione e ripristino delle condizioni originarie del film lacrimale nell’ambito della sindrome dell’occhio secco: un ulteriore segnale di come la ricerca possa aprire nuove potenziali prospettive terapeutiche sino ad ora inesplorate. Proseguono inoltre i trial su rhNGF, variante ricombinante umana del Nerve Growth Factor (NGF), per il trattamento di patologie oculari anche gravi, quali cheratite neurotrofica e retinite pigmentosa. Sono stati recentemente resi disponibili i risultati di uno studio clinico in aperto, che ha indagato sicurezza e tollerabilità della molecola in pazienti con sindrome dell’occhio secco, e a breve intendiamo avviare uno studio multicentrico di Fase II per valutare sicurezza ed efficacia della molecola nel trattamento della patologia”.

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