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LONDRA. SPECIALE ESC 2015/5

Cuore: grandi novità dalla ricerca
nell’impatto sulla ‘vita quotidiana’

5 Settembre 2015

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Professor Pengo, quali le novità più importanti dal Congresso della Società Europea di Cardiologia ESC 2015 di Londra?

“Ci sono stati interventi importanti che hanno fatto chiarezza su aspetti fondamentali della cardiologia, nonché tecnologie innovative – penso ai pacemaker senza fili, tanto per fare un esempio – o ai tanti studi presentati e a quelli ‘lanciati’

Qualche esempio?

Penso ai numerosi registri (quindi studi di fase 4 già sul territorio) per verificare com’è l’impatto dei nuovi farmaci nella popolazione generale: il registro PREFER (The PREvention oF thromboembolic events – European Registry) in Atrial Fibrillation (AF) e Venous Thromboembolism (VTE), per esempio, è un registro voluto dalla Daiichi Sankyo che prevedeva l’arruolamento di pazienti con fibrillazione atriale, nei quali si poteva andare a vedere cosa succedeva nei vari trattamenti. Un registro ‘di fase 4’ proprio per vedere come vanno le cose nella popolazione generale, nella fase di marketing dei farmaci. La novità è che i due studi principali sull’edoxaban – quello sulla fibrillazione atriale e lo studio sul trombo embolismo venoso – hanno dato esiti buoni, e ora siamo in attesa dei risultati di altri studi su questo farmaco.

Quali i ‘plus’ di edoxaban rispetto ai trattamenti in uso?

Edoxaban è un farmaco ‘che funziona’: un inibitore del fattore decimo attivato con il grande vantaggio della mono-somministrazione: e lo studio di registrazione di fase 3 è, per la fibrillazione atriale, è uno studio veramente particolare, nel senso che in corso d’opera si poteva cambiare il dosaggio – ridurlo cioè da 60 a 30 mg – elemento molto importante perché nel corso della terapia ci sono pazienti che possono avvenire modificazioni di alcuni parametri, per cui è necessario ridurre il trattamento.

Perché tanta attesa dei risultati dello studio Hokusai-VTE Cancer avviato a giugno?

Si tratta di uno studio internazionale specifico con i nuovi farmaci anticoagulanti NOAC, che valuterà l’efficacia del nuovo anticoagulante orale edoxaban nel trattamento del tromboembolismo venoso associato a cancro. È importante perché va ad indagare una zona particolare, un’area ancora ‘grigia’, quella del trattamento dei pazienti con cancro; c’è bisogno di altri studi che dimostrino come i farmaci anticoagulanti come l’edoxaban possono essere efficaci come o più dell’eparina a basso peso molecolare. (ANDREA SERMONTI)

 

 

 

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