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‘SPECIALE DIABETE’ - STOCCOLMA EASD 2015/3

Bimba con il diabete 'dei grandi'
a 3 anni pesava già più di 35 chili

17 Settembre 2015

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A 3 anni e mezzo pesava 35 chili, come una bambina 7 anni più grande. Non faceva movimento e mangiava di tutto in libertà, senza che mamma e papà tenessero il conto delle calorie e dei grassi che assumeva. Alle spalle non aveva disturbi particolari, e anche quando è arrivata dal medico lamentava solo tanta sete e un bisogno costante di fare pipì. Apparentemente innocui i sintomi, pesantissima la diagnosi: diabete di tipo 2, la forma adulta, a uno stadio che già obbligava ad assumere dosi massicce di farmaci; glicemia a digiuno alle stelle, emoglobina glicata 'spia' di malattia conclamata. "Un caso record" secondo Michael Yafi, il pediatra endocrinologo dell'università del Texas che un giorno ha visto entrare nel suo ambulatorio di Houston la piccola di origini ispaniche, insieme ai genitori - obesi, ma non diabetici - che insospettiti gli chiedevano candidamente aiuto per valutare la "possibile obesità" della figlia. "Un episodio emblematico", a tal punto che Yafi lo ha voluto presentare alla platea di colleghi riuniti a Stoccolma per il 51esimo Congresso dell'Easd, l'Associazione europea per lo studio del diabete. La bimba, di peso normalissimo alla nascita (3,2 kg), è ritenuta dagli esperti "una delle persone più giovani al mondo ad essersi mai ammalata di diabete 2". E anche se la sua è tutto sommato una storia a lieto fine - in 6 mesi la piccola è guarita, dopo una cura a base di metformina e un drastico cambiamento dello stile di vita la piccola - per il dottor Yafi dimostra comunque, ancora una volta, quanto sia grave la pandemia di obesità nei bambini. Sempre più spesso malati come i grandi, con le pillole nel cestino dell'asilo. "L'incidenza di diabete 2 è aumentata drammaticamente in tutto il mondo anche in età pediatrica a causa dell'epidemia di obesità infantile - ricorda Yafi - I medici dovrebbero essere consapevoli della possibilità di trovare la forma adulta della malattia anche in bambini davvero molto piccoli - avverte - nonostante il diabete di tipo 1 rimanga quello prevalente in età giovanile, anche fra i bimbi obesi". Nel caso della protagonista della storia raccontata al meeting scandinavo, gli esami di approfondimento avevano escluso la presenza degli anticorpi tipici di chi soffre di diabete di tipo 1: quello cioè che colpisce da bambini, a causa di un difetto nelle cellule beta del pancreas che hanno il compito di fabbricare l'insulina, ormone incaricato di tenere a bada i livelli di zucchero nel sangue. Le analisi di laboratorio certificavano invece nero su bianco l'incredibile diagnosi di diabete 2. Alla bimba sono stati subito prescritti 500 milligrammi al giorno del farmaco ipoglicemizzante metformina in forma liquida; i suoi genitori sono stati informati sul diabete e sull'Abc di una dieta bilanciata, e il team medico ha chiesto alla famiglia di rivoluzionare le abitudini della piccola controllando le porzioni e l'apporto calorico totale, e facendole fare più esercizio fisico. La cura ha funzionato: la bambina ha perso rapidamente peso, normalizzando i livelli di zucchero nel sangue. Le dosi di metformina sono state ridotte progressivamente ogni mese e dopo un semestre la bimba era dimagrita di un quarto, presentava una glicemia normale e valori corretti di emoglobina glicata. Così ha potuto interrompere il farmaco. "Per una bambina nata di 3 chili e 200 grammi - spiega il pediatra di Milano Italo Farnetani all’inviata Paola Olgiati di AdnKronos Salute, tabelle dei percentili alla mano - il peso medio a 3 anni e mezzo è di 15 chili, mentre si può considerare normale un range compreso fra 12 e 18 kg. Il peso della piccola alla diagnosi, 35 chili, corrisponde a quello medio di una ragazzina di 10 anni e mezzo". Alla prova bilancia, dunque, la bimba risultava 7 anni più vecchia. La simbolica 'portavoce' di un problema reale e sempre più grave come quello del sovrappeso e dell'obesità nei bambini, concorda l'esperto italiano. Un fenomeno da monitorare con estrema attenzione, e da contrastare con forza educando a stili di vita sani tutta la famiglia. "Invertire la marcia del diabete di tipo 2 nei bambini è possibile - conclude Yafi - ma a fronte di uno screening attento, una diagnosi precoce, una terapia appropriata e una modifica netta dello stile di vita". Che comincia dal piatto ma prima ancora dal bicchiere, almeno stando ai risultati di un altro studio presentato all'Easd 2015. Analizzando attraverso questionari e colloqui faccia a faccia oltre 25 mila persone (60% donne) dai 45 ai 74 anni, senza problemi di cuore, diabete o cancro e con Bmi medio appena sopra la norma (25,6), Louise Brunkwall e colleghi della Lund University di Malmo, in Svezia, hanno infatti dimostrato che a un maggior consumo di bevande zuccherate - e al netto di eventuali fattori confondenti - corrisponde una dieta meno ricca di cibi sani come frutta, verdura, yogurt, cereali a colazione, pane integrale e pesce. Promossi invece gli amanti di tè, caffè e succhi di frutta, che sono risultati più propensi a mettere in tavola alimenti amici della salute.

Del Prato: “invertire la rotta o anche in Italia avremo casi record come in Usa”. Lotta dura ai chili di troppo nei bambini, o anche in Italia il diabete degli adulti diventerà epidemico tra i giovanissimi. Situazioni record come quella della piccola texana di origini ispaniche diventata un caso all’EASD di Stoccolma, per una diagnosi di diabete 2 (quello dei grandi) all'età di 3 anni e mezzo, "nel nostro Paese sono ancora sporadiche - spiega Stefano Del Prato, presidente della Fondazione Diabete ricerca - Ma rischiano di diventare sempre più frequenti perché abbiamo i tassi più alti d'Europa. Per non finire come gli Usa è assolutamente necessario invertire la rotta", altrimenti quella della bimba americana potrebbe diventare una storia italiana. "Il diabete di tipo 2 è storicamente considerato una malattia dell'adulto", ricorda l'esperto, past president della Società italiana di diabetologia (SID) e ordinario di endocrinologia all'università di Pisa. Tuttavia, a causa della diffusione globale di stili di vita sbagliati l'età dei malati sta crollando progressivamente: "Negli Stati Uniti è nota da tempo un'epidemia tra gli adolescenti e i pre-adolescenti, e benché in Italia i numeri attuali siano molto inferiori - sottolinea Del Prato - anche nel nostro Paese l'età dei pazienti con diabete 2 si sta decisamente abbassando". "Nei nostri bambini, inoltre - segnala lo specialista - vediamo sempre più spesso forme di diabete di tipo 1 con caratteristiche simili a quello di tipo 2. In particolare per la presenza di sovrappeso e obesità. Questo trend va combattuto e invertito", insiste Del Prato, preannunciando che "il ruolo dell'alimentazione sarà proprio il tema chiave della Giornata mondiale del diabete 2015 che si celebra il prossimo 14 novembre".

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