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SCLEROSI MULTIPLA

Arriva la terapia sottocutanea
con il Peginterferone Beta-1°

24 Settembre 2015

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Ormai da qualche decennio quello della neurologia è un settore della medicina tra i più ‘effervescenti’ e fertili di novità. L’ultima, annunciata oggi da Biogen, è l’arrivo in Italia della nuova terapia sottocutanea peginterferone beta-1a per il trattamento della sclerosi multipla recidivante remittente, la forma più comune di malattia che riguarda circa l’80% dei pazienti. Solo in Italia sono circa 75mila le persone affette da sclerosi multipla, con 2mila nuovi casi stimati ogni anno. Dopo la recente approvazione da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco, il nuovo farmaco sarà inserito nei prontuari terapeutici regionali in vista dell’effettiva disponibilità per i pazienti. I dati clinici dello studio ADVANCE mostrano l’efficacia e la sicurezza della nuova terapia, che ha mostrato una riduzione significativa delle recidive, della progressione della disabilità e del numero di lesioni osservate alla risonanza magnetica correlate alla malattia, rispetto al gruppo trattato con placebo. I dati evidenziano anche un aumento della percentuale di pazienti con NEDA, cioè senza alcuna evidenza di attività di malattia a un anno, rispetto al gruppo trattato con placebo.

I 'tempi' della terapia. Il nuovo farmaco permette inoltre di ridurre la frequenza di somministrazione rispetto alle attuali terapie con interferone, che si effettuano settimanalmente o più volte alla settimana. La nuova terapia viene infatti somministrata con iniezione sottocutanea una volta ogni due settimane, per un totale di 26 iniezioni all’anno. “La minore frequenza di somministrazione del nuovo trattamento con peginterferone beta-1a è resa possibile dal processo di pegilazione, che aumenta l’emivita del farmaco e garantisce un effetto terapeutico più duraturo – spiega il professor Diego Centonze, Responsabile Centro Sclerosi Multipla Università Tor Vergata, Roma & Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed, Pozzilli (IS) – Si tratta del primo interferone pegilato disponibile per il trattamento della sclerosi multipla recidivante remittente e la somministrazione ogni due settimane permette la semplificazione della terapia e un minore impatto sulla vita dei pazienti. Ci auguriamo che questo possa contribuire a ridurre i problemi di aderenza al trattamento, che purtroppo si riscontrano in molti pazienti e che incidono negativamente sull’esito del percorso terapeutico”.

Il ruolo dell’interferone. “Nonostante l’avvento di nuove terapie orali –  sottolinea il professor Antonio Bertolotto, Direttore Neurologia 2 - del Centro Riferimento Regionale Sclerosi Multipla (CRESM) AOU S. Luigi, Orbassano – l’interferone rimane un’opzione terapeutica attuale e importante, che risponde al bisogno di terapie efficaci e sicure nel breve ma anche nel lungo termine. I dati dello studio ADVANCE hanno evidenziato che il profilo di sicurezza e tollerabilità del peginterferone beta-1a sono in linea con le altre terapie a base di interferone utilizzate per la sclerosi multipla. Il nuovo farmaco è l’unico interferone pegilato approvato per il trattamento di persone adulte con diagnosi di sclerosi multipla recidivante remittente e i dati clinici che abbiamo a disposizione dimostrano che la sua azione può ridurre significativamente l’attività di malattia. Una novità attesa quindi, che promette di avere un impatto positivo nello scenario italiano del trattamento”.

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