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VIENNA. EUROPEAN CANCER CONGRESS 2015/1

Presentati i dati di pembrolizumab
su 9 tipi di tumori difficili da trattare

26 Settembre 2015

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Presentati in occasione dello European Cancer Congress (ECC) di quest’anno a Vienna nuovi dati sull’attività antitumorale di pembrolizumab in un’ampia gamma di tumori avanzati. In tutto, vengono presentati all’ECC di quest’anno 15 abstract su pembrolizumab in nove tipologie di tumori difficili da trattare – incluse quattro presentazioni orali nella sessione late-breaking. Verranno anche presentati i primi dati sull’espressione di PD-L2 in vari tumori per valutare il potenziale valore di questo biomarcatore nella capacità di risposta dei pazienti alle terapie anti-PD-1. Con queste e altre presentazioni, i dati sul potenziale ruolo di pembrolizumab saranno stati presentati in oltre 17 tipi diversi di tumore. Gli studi accettati nel programma ECC di quest’anno includono anche la ricerca su pembrolizumab in monoterapia nel tumore dell’ano, nel tumore delle vie biliari, nel carcinoma del colon-retto, nel carcinoma a cellule di Merkel (un tipo di tumore della pelle), nel carcinoma nasofaringeo (un tipo di tumore della testa e del collo) e nel tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC), nonché uno studio di valutazione di pembrolizumab in associazione con un altro trattamento immunoterapico nel melanoma. «Mentre continuiamo ad arricchire la raccolta di dati clinici ampliando la nostra conoscenza del potenziale di pembrolizumab, portiamo avanti l’obiettivo di identificare i fattori in grado di aiutarci a stabilire quali pazienti rispondono meglio a un particolare farmaco o approccio – ha dichiarato Roger Dansey, Senior Vice President e Therapeutic Area Head, Oncology Late-Stage Development di Merck Research Laboratories – I dati iniziali che stiamo osservando per quanto riguarda l’espressione di PD-L2 indicano la potenziale importanza del doppio blocco di PD-L1 e PD-L2 nella terapia anti-PD-1 per il trattamento dei tumori».

Pembrolizumab. E’ la terapia anti-PD-1 di MSD, un anticorpo monoclonale umanizzato che blocca l’interazione tra PD-1 e i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2. Legandosi al recettore di PD-1 e bloccando l’interazione con i ligandi di quest’ultimo, pembrolizumab rilascia l'inibizione, mediata dal pathway di PD-1, della risposta immunitaria, compresa la risposta immunitaria antitumorale. Il programma di sviluppo clinico di pembrolizumab si è ampliato rapidamente fino a includere oltre 30 tipi di tumori in più di 130 trial clinici, in oltre 70 dei quali pembrolizumab è associato ad altri trattamenti antitumorali. Al momento, negli studi registrativi di pembrolizumab in monoterapia si stanno arruolando pazienti affetti da melanoma, NSCLC, tumore della testa e del collo, tumore della vescica, tumore gastrico, tumore colorettale e Linfoma di Hodgkin, ma sono in corso di preparazione ulteriori trial per altri tipo di tumore. «Merck sta ampliando rapidamente i suoi studi clinici su pembrolizumab includendo una vasta gamma di tumori con lo scopo di riuscire a offrire ai pazienti oncologici nuove e promettenti opzioni e di aiutare i medici a individuare gli approcci più adatti ai singoli pazienti – ha affermato il Roy Baynes, Senior Vice President e Head of Global Clinical Development di Merck Research Laboratories – Siamo impazienti di presentare questi nuovi dati allo European Cancer Congress, continuando ad avere come obiettivo la possibilità di offrire l’innovazione scientifica rappresentata dall’immunoncologia al più vasto numero di pazienti possibile». (LARA LUCIANO)

 

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