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VIENNA. EUROPEAN CANCER CONGRESS 2015/3

Tumore del seno, pertuzumab
ok con trastuzumab e docetaxel

27 Settembre 2015

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La notizia viene dal Congresso Europeo del Cancro (ECC 2015) in corso a Vienna, e interessa direttamente le oltre 100mila donne cui ogni anno in Europa viene diagnosticato un carcinoma mammario HER2-positivo, la forma più aggressiva di neoplasia che tende a progredire più rapidamente rispetto al tumore HER2 negativo: il Comitato per i Medicinali per uso Umano (CHMP) ‘spinge’ per l’approvazione di pertuzumab in combinazione con trastuzumab e chemioterapia per il trattamento neoadiuvante (uso prima dell'intervento chirurgico) delle pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo, infiammatorio, localmente avanzato, o in stadio precoce ad alto rischio di recidiva. Si tratta di una decisione che segue i risultati dello studio NeoSphere che hanno mostrato come quasi il 40% delle pazienti sottoposte al regime con pertuzumab non ha presentato evidenze di tessuto tumorale rilevabile al momento della chirurgia nella mammella interessata e nei linfonodi locali (definite risposta patologica completa o pCR) rispetto al 21,5% delle pazienti che hanno ricevuto solo trastuzumab e chemioterapia a base di taxsani.

“Quello al seno è il tumore più frequente nel sesso femminile, colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita e rappresenta il 29% di tutti i tumori che coinvolgono le donne. Ma gli studi più recenti e i dati presentati all'European Cancer Congress 2015 confermano l'efficacia di alcune opzioni terapeutiche nel migliorare sensibilmente i risultati del trattamento del carcinoma mammario ed evidenziano un ulteriore passo avanti verso la sua cura definitiva – commenta Giacomo Allegrini, Direttore dell'U.O. di Oncologia Medica USL 5 di Pisa – Nello studio NeoSphere, i cui risultati preliminari sono stati presentati giá in congressi scientifici precedenti, l'aggiunta di pertuzumab a trastuzumab e chemioterapia ha portato ad un aumento significativo del 16,8% nel tasso di bpCR (45,8% vs. 29,5%) e si è osservato un andamento costante dei risultati con la tpCR, con un tasso quasi raddoppiato (39,3% vs. 21,5%)”.

I dati di follow-up dello studio NeoSphere, presentati a Vienna, indicano inoltre che, a tre anni, le pazienti trattate con pertuzumab prima dell'intervento hanno una percentuale inferiore  del 31%   di probabilità di progressione della malattia,    o morte (sopravvivenza libera da progressione, PFS, HR = 0,69; 95% IC, 0,34–1,40) rispetto a quelle che hanno ricevuto solo trastuzumab e chemioterapia,  e il 40% in meno di probabilità di recidiva della malattia o morte (sopravvivenza libera da malattia, DFS, HR = 0,60; 95% IC, 0,28–1,27). All'ECC si è anche affrontato il tema dei costi. I dati presentati in uno studio di farmacoeconomia mettono in evidenza come l’uso di pertuzumab in neoadiuvante crei benefici anche in termini economici. Infatti, la usa capacità di ridurre gli eventi metastatici può tradursi in costi di compensazione nelle linee di trattamento successive per le pazienti con un tumore al seno in fase avanzata. (EUGENIA SERMONTI)

 

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