Cerca

VIRUS EBOLA

Trial clinico in Sierra Leone
sulla vaccinazione anti-virus

14 Ottobre 2015

0

E' partito un trial clinico in Sierra Leone per valutare sicurezza e capacità di indurre una risposta immunitaria di uno schema di vaccinazione preventivo contro Ebola, sviluppato dall'azienda farmaceutica Janssen del gruppo Johnson & Johnson. L’arruolamento dei pazienti nello studio è in corso e i primi volontari hanno già ricevuto la dose iniziale di vaccino. Si tratta del primo studio su uno schema di vaccinazione prime-boost contro il virus Ebola, sviluppato da Janssen, condotto in un Paese dell’Africa Occidentale colpito da una recente epidemia. Questo nuovo studio, chiamato EBOVAC-Salone, è condotto nel distretto di Kambia, dove sono stati riscontrati alcuni dei casi più recenti di Ebola. Lo schema di vaccinazione oggetto del trial è un’associazione di due componenti vaccinali sviluppate con tecnologia AdVac di Crucell Holland B.V., una della aziende farmaceutiche Janssen, e tecnologia MVA-BN di Bavarian Nordic. I volontari arruolati riceveranno una dose del vaccino AdVac (prime) per attivare la risposta del sistema immunitario e, successivamente, a distanza di due mesi, una dose del vaccino MVA-BN (booster) per rafforzare la risposta immunitaria e ottimizzare la durata dell’immunizzazione stessa. “Non possiamo permettere mai più che il virus Ebola causi nelle popolazioni dell’Africa Occidentale le sofferenze di cui tutto il mondo è stato testimone. Siamo più che mai impegnati su questo fronte, per aiutare la comunità internazionale a combattere questa malattia – ha dichiarato Paul Stoffels, Chief Scientific Officer e Presidente Mondiale Pharmaceuticals di Johnson & Johnson – Una delle lezioni che l’epidemia ci ha insegnato, è che non possiamo mai abbassare la guardia nei confronti del virus e che è necessario testare ogni promettente strumento di prevenzione. Ci auguriamo che questo studio contribuisca a confermare il valore di questo schema di vaccinazione per l’azione di controllo dell’Ebola, non solo per la Sierra Leone, ma per il mondo intero”. Il professor Peter Piot, Direttore della London School of Hygiene & Tropical Medicine - uno dei partner che conducono lo studio - ha dichiarato: “Non possiamo permetterci di essere deboli nei confronti dell’Ebola. C’è urgente bisogno di un vaccino che protegga nel lungo termine la popolazione, compresi gli operatori sanitari e tutti i soggetti che assistono i malati, prevenendo al contempo la riattivazione del virus. Per raggiungere questo obiettivo, è di vitale importanza testare una serie di possibili vaccini, soprattutto nelle aree colpite dall’epidemia, dove si assiste ancora alla comparsa di nuovi casi e vi sono evidenze che l’infezione può avere effetti nel lungo periodo, in chi sopravvive alla malattia. L’immunizzazione di tipo prime-boost è una strategia efficace per la prevenzione di lungo termine di diverse malattie infettive e crediamo possa avere un ruolo chiave nella lotta contro l’Ebola”.

Lo studio EBOVAC-Salone. E’ importante in quanto valuterà la sicurezza dello schema di vaccinazione e la sua capacità di attivazione della risposta immunitaria, all’interno della popolazione della Sierra Leone, compresi i soggetti più vulnerabili come i bambini, gli adolescenti e chi è  infettato dall’HIV. Oltre che con la London School of Hygiene & Tropical Medicine, che coordina lo studio EBOVAC-Salone, Janssen collabora con il Ministero della Sanità e con il College of Medicine and Allied Health Sciences della Sierra Leone, e fa parte di due consorzi finanziati dall’iniziativa europea in materia di medicinali innovativi (IMI), ovvero EBOVAC1 (sviluppo vaccini contro l’Ebola), che conduce lo studio, ed EBODAC (conformità degli schemi vaccinali contro l’Ebola e loro diffusione) che sta sviluppando una strategia e strumenti di comunicazione per sensibilizzare e favorire l’adesione alla vaccinazione contro il virus. Sin dall’inizio, l’obiettivo del team EBOVAC-Salone è stato quello di condurre uno studio che soddisfacesse le esigenze di prevenzione dell’Ebola in Sierra Leone. Questa iniziativa gode del sostegno degli stessi abitanti e può contribuire al ripristino dell’infrastruttura sanitaria del Paese dopo l’epidemia. Sono stati, infatti, effettuati investimenti considerevoli per creare nuove strutture a Kambia per la realizzazione dello studio. Tra queste, la creazione del primo Pronto Soccorso dell’Ospedale del Distretto di Kambia e la costruzione di una nuova struttura per lo stoccaggio del vaccino presso l’ospedale. Queste strutture daranno un contributo importante al rafforzamento del sistema sanitario locale. A ciò si aggiunge l’impiego e la formazione di medici, infermieri e altri operatori sanitari di prima linea, che acquisiranno una preziosa esperienza nell’ambito dello studio clinico. Il Professor Monty Jones, consulente speciale sull’Ebola del Presidente della Sierra Leone ha dichiarato: “studiare i vaccini nel nostro Paese ci aiuterà a proteggere il nostro futuro dalla malattia e ci renderà orgogliosi agli occhi del mondo". (MARTINA BOSSI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Vincenzo Mollica ricorda Alberto Sordi: "Faceva vedere a tutti il senso della vita"

Migranti, Giuseppe Conte: "Sugli sbarchi Matteo Salvini ha sempre rivendicato la sua competenza"
Zingaretti e Bonaccini
Scontro tra tifoserie in Basilicata, un uomo muore investito: la prima ricostruzione

media