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NUOVI DISPOSITIVI MEDICI

Parkinson: grazie alla terapia 'AMPS'
equilibrio e capacità di movimento

23 Novembre 2015

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Si chiama AMPS – acronimo di Automated Mechanical Peripheral Stimulation – ed è un trattamento per la malattia di Parkinson messo a punto da un team di ricercatori svizzeri che si basa su una stimolazione non invasiva e senza effetti collaterali del sistema nervoso periferico. Tramite impulsi meccanici controllati erogati in specifiche aree di entrambi i piedi, la stimolazione viene erogata con un dispositivo medico denominato GONDOLA, progettato per l’utilizzo domiciliare da parte del paziente. La Terapia AMPS è la più recente novità nel trattamento dei sintomi del Parkinson, permette di ottenere sensibili miglioramenti nella velocità di cammino, nella lunghezza del passo ed un apprezzabile recupero dell’equilibrio, tutti parametri misurati con ‘gait analysis’ ossia l’analisi computerizzata del cammino. Il trattamento inoltre mostra particolare efficacia nel miglioramento del ‘Freezing della marcia’. Va sottolineato che il ‘Freezing’ è un problema molto invalidante, frequente nei pazienti Parkinsoniani, caratteristico principalmente delle fasi intermedia ed avanzata della malattia e – nella maggior parte dei casi – non risponde ai trattamenti farmacologici; può causare gravi cadute e determinare inabilità allo svolgimento di molte attività quotidiane. L’AMPS è una terapia sintomatica che integra quella farmacologica oggi prescritta dal neurologo. La integra efficacemente soprattutto in tutti quei casi nei quali sintomi come instabilità posturale, bradicinesia, lunghezza dei passi, sicurezza nel cammino non hanno una copertura adeguata con le terapie tradizionali, mentre hanno mostrato di rispondere positivamente al trattamento AMPS. Il trattamento viene erogato tramite il dispositivo medico GONDOLA: “Nata dopo lunghe ricerche e sperimentazioni, GONDOLA eroga un trattamento di stimolazione meccanica di specifiche aree della superficie dei piedi. Il ciclo di terapia dura meno di due minuti e i benefici rimangono da tre giorni fino ad un massimo di cinque dopo l’applicazione, dopodiché il trattamento deve essere ripetuto – afferma il professor Fabrizio Stocchi, responsabile del Centro per la cura e la diagnosi del Parkinson dell’IRCCS San Raffaele Pisana di Roma e Principal Investigator degli studi – Immessa nel mercato nel 2012, è stata accolta con molta curiosità e negli ultimi tre anni si è dotata di un rigoroso background di studi condotti con metodologia scientifica che ne documenta la validità, parte dei quali saranno presentati al prossimo Congresso Mondiale sul Parkinson che si terrà a Milano il prossimo dicembre”.

Come funziona GONDOLA. Il dispositivo è stato progettato per l’auto gestione del trattamento secondo le esigenze del singolo paziente, in relazione alla durata dei benefici personali riscontrati, questo anche in linea con le più recenti linee guida europee di gestione domiciliare dei pazienti con malattie croniche. Prima di dotarsi del dispositivo GONDOLA, il paziente deve verificare la propria risposta al trattamento. La configurazione iniziale del dispositivo viene effettuata presso un centro specializzato, successivamente il dispositivo può essere utilizzato dal paziente direttamente a casa, con l’assistenza di una persona adulta adeguatamente formata. Non è, quindi, necessaria la presenza continuativa di un operatore specializzato. GONDOLA si compone di due unità che vengono calzate ai piedi dal paziente mentre è sdraiato, vengono collegate tra loro con uno specifico cavo, quindi viene avviata l’erogazione della terapia, che dura circa due minuti. Gli studi clinici e l’esperienza di questi anni hanno mostrato che i benefici dopo la stimolazione durano per almeno tre giorni. Nella maggior parte dei casi, per mantenere i benefici nel tempo il trattamento va ripetuto da una a due volte la settimana. Questa nuova terapia ha l’obiettivo di fornire al medico curante uno strumento per completare il piano terapeutico del paziente, soprattutto nelle fasi intermedia ed avanzata della malattia.

I risultati degli studi clinici. Condotti secondo linee guida internazionali, i risultati sono stati recentemente pubblicati su diverse riviste scientifiche e anticipati alla stampa durante un incontro a Roma, in anteprima rispetto al Congresso Mondiale sul Parkinson di dicembre; tali studi hanno documentato come l’AMPS consenta di ottenere benefici immediati sui principali sintomi motori che caratterizzano la malattia di Parkinson e che tali benefici si mantengano nel tempo al ripetere del trattamento. “I risultati dei trial clinici pubblicati documentano anche che questa innovativa terapia ha effetti sul sistema nervoso centrale, migliorando la connettività funzionale in aree cerebrali coinvolte nel coordinamento visuo-spaziale e nell’integrazione senso-motoria; dal punto di vista clinico, induce un miglioramento della velocità del cammino, della lunghezza del passo, della forza di propulsione, e consente di migliorare l’equilibrio – precisa Fabrizio Stocchi – e apporta anche benefici maggiormente significativi nei pazienti in fase intermedia ed avanzata della malattia, quando la risposta ai trattamenti farmacologici è meno efficace e compaiono disturbi motori che interferiscono in modo crescente con la qualità della vita” . La terapia AMPS erogata dal dispositivo medico GONDOLA costituisce dunque un efficace strumento per gestire i sintomi di una malattia che colpisce circa il 3 per mille della popolazione, incidenza che sale all’uno percento nelle persone con più di 65 anni. In Italia le persone che vivono con il Parkinson sono circa 240mila, un numero che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene raddoppierà entro il 2040, principalmente a causa del progressivo aumento dell’età media della popolazione. (ENRICO MAGNANI)

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