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RICONOSCIMENTI SCIENTIFICI

Premio Galeno a pembrolizumab,
l’anti-PD-1 per il melanoma avanzato

26 Novembre 2015

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E’ da tutti ritenuto l’equivalente del Premio Nobel per il settore farmaceutico ed il più alto tributo alla ricerca e allo sviluppo in questo campo. “Dopo la vittoria sei anni fa con la molecola raltegravir per la cura dell’HIV/AIDS – afferma Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia - è un onore, per me e MSD Italia, ricevere questo Premio anche per pembrolizumab”. Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale umanizzato che, legandosi al recettore PD-1, ne blocca l'interazione con i suoi ligandi, PD-L1 e PD-L2, ripristinando in questo modo la naturale capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali. “L’immunologia – dichiara Patrizia Nardini, Direttore Esecutivo Medical Affairs di MSD Italia – rappresenta certamente la medicina del futuro. Le terapie immuno-oncologiche, infatti, mettono a frutto la naturale propensione del sistema immunitario della persona malata. In altri termini, la terapia immuno-oncologica collabora con il sistema immunitario nel combattere il tumore, stimolandolo piuttosto che attaccandolo direttamente”. MSD sta sviluppando un importante programma clinico per pembrolizumab  attraverso più di 100 studi clinici,  sia in monoterapia che in combinazione con altre terapie, coinvolgendo più di 16.000 pazienti su oltre 30 tipi di tumore, il primo dei quali è il melanoma. Il melanoma è uno dei principali tipi di tumore che insorgono in giovane età: in Italia costituisce il terzo tumore più frequente in entrambi i sessi nella popolazione di età inferiore ai 50 anni. L’incidenza del melanoma maligno è da anni in costante ascesa, sia negli uomini che nelle donne e, in Italia, circa 81.000 persone convivono con una pregressa diagnosi di melanoma cutaneo. I pazienti con melanoma avanzato/metastatico e non resecabile hanno una prognosi molto sfavorevole e meno del 20% sopravvive a 5 anni.

L’avvento dell’immunoterapia. Questo passo avanti importante ha migliorato significativamente la sopravvivenza, ma la mortalità rimane ancora elevata: i decessi per melanoma maligno costituiscono l’1% di tutta la mortalità per tumore, 1,1% degli uomini e 0,9% nelle donne. “Pembrolizumab rappresenta una pietra miliare nella storia dell’oncologia – prosegue Nicoletta Luppi - Pembrolizumab, infatti, è la prima terapia anti-PD-1 approvata che abbia offerto  un beneficio – in termini di sopravvivenza - statisticamente superiore rispetto all'attuale standard di cura per il melanoma avanzato. E’ la prova che pembrolizumab ha il potenziale per aiutare tanti pazienti con melanoma avanzato a vivere più a lungo e meglio”. Lo scorso 22 luglio, la Commissione Europea ha approvato pembrolizumab, l’innovativa terapia anti-PD-1 per il trattamento del melanoma avanzato (non resecabile o metastatico) negli adulti, basandosi sui dati provenienti da tre studi clinici condotti in più di 2.000 pazienti con melanoma avanzato di prima linea o precedentemente trattati. In Italia, la molecola ha già ricevuto dalla Commissione Tecnico-Scientifica dell’AIFA parere favorevole alla richiesta di accesso alla procedura 100 giorni prevista per le molecole innovative ed è attualmente in fase di negoziazione presso l’Agenzia stessa. “Ciò di cui siamo più orgogliosi – conclude Nicoletta Luppi -  è che pembrolizumab, al pari di altre molecole innovative che MSD sta sviluppando in aree come l’antibioticoterapia o l’epatite C, è in grado di generare un valore concreto ed importante sia per i singoli pazienti che per la sanità pubblica in generale; una generazione di valore che rappresenta la vera mission della nostra azienda”. (CARLOTTA DONNINI)

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