Cerca

QUALITÀ DELL'ARIA

L’inquinamento è in crescita
“Più alto il rischio respiratorio”

28 Dicembre 2015

0

Recenti studi epidemiologici hanno messo in evidenza le chiare relazioni tra il carico di PM10 presenti nell’aria e le malattie cardio-vascolari o respiratorie. “Le PM10 costituiscono la declinazione più locale di uno dei più grandi fattori di inquinamento che è il traffico veicolare – spiega il professor Roberto Dal Negro, referente scientifico e fondatore del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria con sede a Verona – Le PM10 sono quegli elementi che contribuiscono e determinano il picco misurabile assieme ad altri elementi inquinanti, dal’ossido di carbonio all’anidride carbonica, fino all’ozono”. Si tratta del fattore più importante che nasce dal traffico veicolare: sono tutte le centraline che raccolgono i dati nelle varie città; in altri termini, sono quelle particelle che vengono riportate sui giornali come misura dell’inquinamento atmosferico. Numerosi studi dimostrano il rapporto tra la concentrazione delle polveri fini e le malattie respiratorie. “Il fattore di rischio preponderante nel determinare asma e BPCO è dato dal fattore ambientale – conferma Dal Negro – Le emissioni nocive in tutta Europa costituiscono un vero e proprio dramma, con alcune zone che sono poi particolarmente esposte, come la Val Padana”.

Incremento acutizzazioni. In molte aree, infatti, si assiste a un incremento delle riacutizzazioni delle patologie respiratorie e dei ricoveri ospedalieri, non senza anche dati allarmanti pure sui decessi. Sono centinaia di migliaia i morti a livello globale per l’inquinamento; di circa 1500 trilioni di dollari è stata la spesa per l’impatto dei fattori inquinanti sulle malattie respiratorie. Bambini, anziani e pazienti con malattie debilitanti croniche restano i soggetti più a rischio, fino a 6 volte più della media.

Il congresso. La questione dell’inquinamento sarà al centro del Congresso Nazionale sulle Malattie Respiratorie ‘Asma Bronchiale e BPCO: nuovi obiettivi, nuovi rimedi, nuove strategie’ che si terrà a Verona il 14 e il 15 gennaio. “Il Congresso, giunto ormai al suo ventesimo anno, dimostra una lunga tradizione e si conferma come evento centrale nello studio scientifico dell’asma e della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e dei fattori relativi – spiega Dal Negro – I massimi specialisti del settore interverranno per esporre le principali novità scientifiche e per analizzare la governance, la gestione e i costi di queste malattie. Questioni che non stanno a cuore solamente a noi che operiamo in questo ambito specifico, ma che riguardano tutta la Sanità”.

Pericolo elevato. “Bisogna inoltre tenere a mente che dopo il picco di inquinamento ambientale, il fattore di rischio si mantiene ancora elevato per circa dieci giorni – aggiunge Dal Negro – il pericolo di contrarre malattie in ambito respiratorio è dunque più elevato di quanto possa sembrare. E non solo: con l’inquinamento, si verifica anche un peggioramento delle malattie di natura allergica, un sinergismo perverso tra questi due elementi che conduce a un circolo vizioso particolarmente dannoso per la salute dell’individuo”.

Causa di questo riacutizzarsi del fenomeno, una condizione atmosferica tale che non c’è ricambio d’aria, non c’è pioggia e le particelle restano nell’aria. “Diventa indispensabile ridurre le emissioni di anidride carbonica, visto che spostarle è difficile – conclude il professor Dal Negro – le amministrazioni devono realizzare un sistema di sopravvivenza che sia meno dipendente dai fattori inquinanti”. (LARA LUCIANO)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Tragedia umana e politica a Bologna, quanti sono in piazza a sentire Luigi Di Maio: sconcerto

Luigi Di Maio
Sardine, in manifestazione a Modena sono quattro gatti. Matteo Salvini li prende in giro: "Non spingete"
Vito Crimi capo M5s dopo Di Maio: "Ha studiato per anni, amico dei magistrati". Il reggente frega tutti?

media