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CALO DELLE VACCINAZIONI

Morbillo, 360 mila i bambini
non vaccinati negli ultimi 5 anni

E’ come aver perso un comune grande come Firenze. Ancora troppe disparità regionali nell’offerta, anche se il nuovo Piano nazionale vaccini rappresenta una prima risposta

29 Dicembre 2015

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Morbillo, 360 mila i bambini non vaccinati negli ultimi 5 anni

Oltre 358.000 bambini non vaccinati per morbillo, parotite e rosolia (vaccino MPR) negli ultimi 5 anni (2008-2013). E’ come se un intero comune italiano, grande come Firenze, avesse smesso di fare le vaccinazioni. Con l’aggravante che la tendenza negativa si è accentuata negli ultimi due anni, che da soli registrano 139.747 bambini non vaccinati. A fare i calcoli è la Società Italiana di Pediatria (SIP) in occasione degli Stati Generali della Pediatria, diffondendo i dati che sono stati ottenuti incrociando le percentuali di coperture vaccinali per specifiche coorti di nascita (dati Istat) negli anni 2008-2013 con i relativi bambini italiani vaccinati entro il 24 mese di vita. Anche le vaccinazioni obbligatorie per legge hanno registrato una flessione. La riduzione delle coperture vaccinali, nel corrispondente periodo, ha riguardato 147.456 bambini non immunizzati con un ciclo completo di esavalente (vaccino che comprende polio, difterite, epatite B, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae). Per usare lo stesso paragone di prima è come aver persona fetta di popolazione grande come il comune di Rimini. La tendenza a rifiutare o dilazionare le vaccinazioni obbligatorie e raccomandate dalle Autorità sanitarie, e universalmente riconosciute come efficaci, ha spinto di recente l’Istituto Superiore di Sanità a lanciare l’allarme, perché il nostro Paese si colloca ‘al limite della soglia di sicurezza’.

Italia a macchia di leopardo. Un fenomeno non solo italiano, è vero, ma l’Italia presenta una peculiare criticità: le forti differenze nell’accesso all’offerta vaccinale tra i bambini che risiedono in diverse aree territoriali del Paese. A tutt’oggi ciascuna regione fa infatti riferimento al proprio calendario vaccinale. Così il vaccino contro il Meningococco B (di recente introduzione) che protegge da un ceppo di meningite molto aggressivo è offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati solo in 8 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia). Il vaccino contro il papilloma virus (HPV) è somministrato gratuitamente a tutte le adolescenti italiane ma per i coetanei maschi è gratuito solo in 5 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Calabria, Puglia e Sardegna), mentre in Sicilia ed in Liguria è in co-payment e nelle restanti regioni è a carico delle famiglie. L’offerta gratuita del vaccino contro la varicella riguarda al momento solo 8 regioni pilota: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (ma nelle sole ASL di Cagliari e Sassari). “L’adozione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016- 2018, già approvato dalla Conferenza Stato Regioni, ed al momento al vaglio del Ministero dell’Economia per le verifiche di compatibilità economica, consentirebbe di ridurre inaccettabili disparità che colpiscono il diritto alla salute dei bambini italiani – afferma il Presidente SIP Giovanni Corsello – Il calendario nazionale delle vaccinazioni 2016-2018, che contempla anche vaccini di recente introduzione, rappresenta infatti il punto di riferimento per tutto il territorio nazionale. Occorre nel contempo attivare una adeguata sinergia di tutte le forze in campo (pediatri, medici di medicina generale, istituzioni, media) per far sì che vengano raggiunti livelli di coperture vaccinali adeguati in grado di non vanificare gli obiettivi del Piano”. (MARTINA BOSSI)

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