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TERAPIE NEUROLOGICHE

Epilessia: eslicarbazepina
funziona nelle crisi parziali

6 Marzo 2016

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L’epilessia è una delle condizioni neurologiche più comuni, con circa 500 mila pazienti nel nostro paese e quasi 6 milioni in tutta Europa. Uno dei problemi maggiori, nonostante l’immissione in commercio di un gran numero di farmaci, è quello del trattamento delle cosiddette ‘crisi parziali’, cui un numero compreso tra il 20 e il 40 per cento dei pazienti risulta refrattario a qualsiasi trattamento. La crisi parziale è un tipo di crisi epilettica che interessa solo una piccola regione del cervello – di norma il lobo temporale e/o l'ippocampo – ma che spesso prelude ad una crisi peggiore. Si manifesta normalmente con uno stato di coscienza accompagnato però da improvvisi ed inspiegabili sentimenti di gioia, rabbia, tristezza o nausea, alterazioni dei sensi (udito, olfatto, vista e tatto), allucinazioni, depersonalizzazione, presenza dei cosiddetti deja vu, logorrea o incapacità improvvisa di parlare, amnesia in seguito all'attacco, riguardo alla crisi, e talvolta riguardo agli eventi successivi.

Una buona notizia viene dai risultati definitivi dello studio non interventistico EPOS (acronimo inglese di Eslicarbazepina acetato nelle crisi epilettiche a esordio parziale) pubblicati su ‘Acta Neurologica Scandinavica’, che dimostrano come la monosomministrazione giornaliera di eslicarbazepina acetato può dare libertà dalle crisi e ridurre in modo significativo la frequenza dalle crisi in molti pazienti e risulta ben tollerata nella pratica clinica. Il tasso di responder – il numero di pazienti con riduzione delle crisi pari o superiore al 50% rispetto al basale – a sei mesi era dell’81,8%, con il 39,2% dei pazienti che riferivano libertà dalle crisi. I dati a sei mesi evidenziavano un tasso di permanenza in terapia (retention rate) di ben l’82,2%. Nei sei mesi dello studio il punteggio relativo alla qualità di vita QOLIE-10 è passato da 2,9 del basale a 2,1 al termine dello studio, a livello di gruppi. Si tratta di uno studio multicentrico, prospettico, non interventistico condotto su circa 250 soggetti adulti con crisi epilettiche a esordio parziale non adeguatamente controllate da una monoterapia con farmaci antiepilettici, allo scopo di valutare retention rate, tollerabilità, sicurezza, efficacia, nonché effetti sulla qualità della vita correlata alla salute di ESL come unica terapia aggiuntiva. Lo studio è stato condotto nel Regno Unito, Irlanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Francia, Repubblica Ceca e Germania.

“I risultati dimostrano che con questa terapia aggiuntiva siamo in grado di offrire ai pazienti con epilessia focale non adeguatamente controllata dalla monoterapia la possibilità di migliorare la loro condizione – ha affermato Martin Holtkamp, sperimentatore principale presso la Clinica universitaria Charité in Germania – L’elevata retention rate riflette la soddisfazione nei confronti del trattamento e indica una terapia efficace e ben tollerata, facile da iniziare. Circa un terzo dei pazienti affetti da epilessia non riesce a ottenere un controllo soddisfacente delle crisi con la monoterapia; per questo motivo abbiamo continuamente bisogno di avere a disposizione altre opzioni efficaci”. “Le persone affette da epilessia possono trovarsi di fronte a grandi difficoltà per controllare delle crisi e mantenere un buon livello di qualità della vita – ha aggiunto Neil West, vicepresidente della Global Neurology Business Unit di Eisai EMEA – Siamo estremamente soddisfatti dei risultati ottenuti dalla terapia in monosomministrazione giornaliera con eslicarbazepina acetato, un farmaco che si è dimostrato efficace in un contesto di pratica clinica reale, ben tollerato dai pazienti e in grado di controllarne le crisi. L’impegno di Eisai, ribadito dalla nostra mission nel campo della salute umana, è offrire trattamenti efficaci ai pazienti”.

Eslicarbazepina acetato, indicata in Europa come terapia aggiuntiva per adulti con crisi epilettiche parziali, con o senza generalizzazione secondaria è un nuovo bloccante dei canali del sodio che, in monosomministrazione giornaliera, agisce in modo differenziale e selettivo sui canali del sodio inattivati. Nel corso dei sei mesi di durata dello studio è stato dimostrato un miglioramento della qualità della vita attraverso il questionario QOLIE-31 e un miglioramento delle sotto-scale relative a timore delle crisi, energia/spossatezza, effetti del farmaco e funzione cognitiva e sociale. Eslicarbazepina acetato è stata approvata dalla Commissione europea nel 2009 sulla base dei dati presentati, che dimostravano una riduzione della frequenza delle crisi fino al 45% nei pazienti con epilessia a esordio parziale. (MARIA RITA MONTEBELLI

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