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TERAPIE INNOVATIVE

Come canagliflozin sta modificando
la pratica delle persone con diabete

5 Maggio 2016

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Confronto Italia-USA su canagliflozin in occasione del  Congresso della Società Italiana di Diabetologia in corso a Rimini. Non solo sul ‘come’ il farmaco antidiabetico permette di eliminare fino a 120 g di zucchero al giorno, ma soprattutto su come stia cambiando la pratica clinica della gestione del diabete. Temi al centro dell’incontro con i giornalisti  del professor Gary Alan Trager, direttore del centro di riferimento per la cura del diabete nello stato di New York, e del professor Stefano Genovese dell’IRCCS Multimedica di Milano. Negli Stati Uniti il farmaco è arrivato da tre anni ed è quello più utilizzato della sua classe, mentre in Italia è disponibile da quasi un anno. I due clinici si sono confrontati sui dati di pratica clinica reale per capire come i benefici in termini di controllo glicemico stiano modificando la gestione della patologia e quali impatti abbiano sulla qualità di vita dei pazienti. Il meccanismo d’azione di canagliflozin permette l’escrezione con le urine degli zuccheri, e quindi di calorie, arrivando ad eliminare fino a 120 g, l’equivalente di 30 zollette di zucchero al giorno. “La glicosuria, ovvero la presenza di zuccheri nelle urine, da sempre è stata interpretata come un segno negativo associato alla condizione del diabete. Con questa nuova classe di farmaci da oggi diventa positivo. Positivo perché l’escrezione diretta dello zucchero attraverso le urine determina tre fenomeni positivi insieme: la riduzione della glicemia, la riduzione delle calorie e la perdita di liquidi che portano a un calo del peso e della pressione – ha spiegato Stefano Genovese – grazie a questo nuovo meccanismo d’azione, l’ultimo arrivato, canagliflozin, permette di eliminare fino a 120 g di zucchero al giorno. Ovvero 30 zollette”.

Gli inibitori del SGLT-2 rappresentano la classe di farmaci per il diabete di tipo 2 più recentemente introdotta, il cui nuovo meccanismo di azione favorisce il controllo della glicemia agendo per la prima volta sull’eliminazione diretta degli zuccheri attraverso le urine. “La perdita di glucosio attraverso le urine porta con sé non solo un miglior controllo glicemico ma anche un dimostrato calo del peso e una diminuzione della pressione arteriosa, fattori particolarmente critici per il successo della terapia delle persone con il diabete – ha aggiunto Genovese – Lo sviluppo interessante legato all’arrivo della nuova classe di farmaci è stato quello di trasformare la glicosuria da fenomeno negativo a meccanismo positivo”. La novità della classe è canagliflozin, farmaco di Janssen. “Con il dosaggio di 300 mg di canagliflozin abbiamo osservato un’escrezione importante di glucosio; ovvero fino a 120 g di zucchero al giorno che, negli studi ad oggi pubblicati, rappresenta la quantità di glucosio più alta escreta con gli inibitori SGLT-2 – sottolinea Genovese – Quindi una potente azione di controllo della glicemia con conseguente riduzione del peso, soprattutto massa grassa, e controllo della pressione arteriosa”. Canagliflozin, farmaco orale per il diabete di tipo 2, ha ricevuto l’approvazione da parte delle Autorità regolatorie europee e italiane ed è pertanto disponibile in Italia, nei dosaggi da 100 mg e 300 mg. E’ inoltre disponibile in associazione precostituita con metformina per un totale di 6 diverse formulazioni. L’approvazione si è basata su un programma di studi clinici di fase 3 che ha previsto l’arruolamento di oltre 10.000 pazienti in nove studi. (LARA LUCIANO)

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