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SOLIDARIETÀ SOCIALE

Task force anti-violenze sui bambini
Menarini investe un milione di euro

13 Maggio 2016

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Ogni anno migliaia di bambini scompaiono in India e in Brasile. Ma anche in Germania, dove alla fine dell’anno ne mancano all’appello 100 mila e in Gran Bretagna dove ne scompaiono nel nulla 140 mila. Per non parlare degli USA, dove la cifra dei missing arriva a 460 mila. Molti di questi bambini sono vittime di abusi, spesso perpetrati per anni tra le mura domestiche. Anche di famiglie insospettabili. In Italia ogni anno sono 80-100 mila i bambini vittime di violenza, anche se di queste situazioni ne viene a galla solo un numero esiguo. Un dramma umano, che ha anche dei pesanti risvolti economici. In Italia per le persone abusate e maltrattate si spendono circa 13 miliardi di euro l’anno. 

Ad attirare l’attenzione su queste cifre drammatiche e sulla brutale violenza che si intuisce in trasparenza ci pensa l’International Center for Missing and Exploited Children (ICMEC) un’organizzazione internazionale che ha come mission quella di eradicare la piaga dei rapimenti, dello sfruttamento e degli abusi sessuali nell’infanzia.  Lucia Aleotti, presidente della farmaceutica Menarini, ha scoperto la brutalità di queste cifre, questa voragine di orrore, proprio in occasione di un evento charity dell’ICMEC. “Ho una formazione religiosa – rivela la manager – e mi sono spesso chiesta cosa sia il ‘male’. Bene, io quel giorno ho capito, ho scoperto cosa sia il male. Quello che alcuni adulti fanno a dei bambini va al di là di ogni immaginazione. Sono rimasta molto colpita e mi sono chiesta cosa avrei potuto fare. La risposta è arrivata qualche tempo dopo, quando ad un incontro con ICMEC e Telefono Azzurro abbiamo avuto l’idea di creare una rete a maglie strette fatta da 15 mila medici pediatri, vere e proprie ‘sentinelle’, presenti in maniera capillare sul territorio e formate ad hoc per intercettare il prima possibile i segni di abuso sui bambini”.

Nasce così, dalla volontà di Lucia e Alberto Giovanni Aleotti di fare qualcosa di concreto contro questa emergenza sociale, grazie ad un progetto che prevede la creazione di una rete di pediatri-sentinella italiani, contro gli abusi sui bambini. E’ la prima iniziativa al mondo di questa portata e rappresenta un vero e proprio progetto pilota che sta attirando l’attenzione di molti altri Paesi. Realizzato in collaborazione con Telefono azzurro, ICMEC, Società Italiana di Pediatria (SIP), Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) e Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI), il progetto dei 15 mila pediatri sentinella è interamente supportato dalla famiglia Menarini, che ha investito 1 milione di euro per portare a termine quest’opera di formazione capillare. “In Italia – afferma Pietro Ferrara, referente nazionale per gli abusi e i maltrattamenti della SIP – i nuovi casi di abusi su bambini sono nell’ordine degli 80-100 mila l’anno. Ma si tratta di stime per difetto perché questo è un fenomeno sommerso, invisibile, che con questo progetto speriamo di portare quanto più possibile alla luce. Ma per farlo è necessario fare formazione. Non esiste un capitolo nei libri di testo, né un’ora di lezione durante il corso di medicina o durante la specializzazione in pediatria dedicata a questi problemi. E’ un gap culturale importate da colmare, e speriamo di riuscirci con questo progetto”.

“Quella dell’abuso – spiega Luigi Nigri – è una patologia anomala; nell’80% dei casi il problema è all’interno della famiglia, che tende a nasconderlo: per questo riteniamo che il pediatra abbia un ruolo importante nel portare alla luce queste situazioni, ma lo può fare solo assumendo un atteggiamento proattivo. In Italia abbiamo il bilancio di salute, una sorta di ‘tagliando’ che viene fatto ad intervalli di tempo prestabiliti per valutare la salute del bambino. Qualcosa del genere esiste anche negli USA, dove se il genitore non porta il bambino alle visite pediatriche vengono subito allertati i servizi sociali. Anche noi, dobbiamo diventare proattivi e questo progetto ce ne dà la possibilità, creando una rete di 15.000 ‘sentinelle-pediatri’ sul territorio”. Il progetto è articolato in due fasi: la prima, detta ‘train the trainers’ è mirata alla formazione di mille pediatri in tutte le regioni italiane che verranno addestrati a riconoscere i segnali di disagio manifestati dai bambini; nella seconda fase, le mille ‘sentinelle’, ne formeranno a cascata varie altre, fino a raggiungere la cifra di 15 mila pediatri e medici di famiglia distribuiti in maniera capillare in tutto il territorio, per formare la prima ‘rete anti-abuso’ del mondo. I 13 ospedali pediatrici più importanti del Paese, saranno coinvolti come sede dei corsi di formazione e come punti di riferimento e per gestire eventuali emergenze”.

“I pediatri – afferma Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro – svolgono un ruolo chiave nel percorso di crescita sana ed equilibrata del bambino e rappresentano il primo punto di contatto con il sistema sanitario. Ma soprattutto rappresentano un punto di riferimento e di fiducia a cui l’intera famiglia affida i propri bambini negli anni più delicati. Telefono Azzurro con la sua esperienza trentennale nell’ascolto di bambini ed adolescenti vittime di abuso ha subito aderito con slancio a questo progetto a fianco dei pediatri”. “La pediatria italiana – sottolineano Pietro Ferrara e Luigi Nigri, responsabili del progetto per SIP e FIMP – ha accolto con grande interesse e attenzione la proposta formativa di Menarini sui temi dell’abuso e del maltrattamento che comportano pesanti conseguenze per il bambino sia nel breve che nel lungo termine. SIP e FIMP ritengono motivo di orgoglio professionale e di grande utilità sociale, l’attivazione di una rete di supporto tra pediatri che colleghi la pediatria ospedaliera a quella locale, coinvolgendo anche, ove necessario, forze dell’ordine, magistratura, servizi sociali e comunità di accoglienza”. (M.R.M.)

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