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MIELOMA MULTIPLO

Carfilzomib dimostra il beneficio
in pazienti con recidiva precoce

8 Giugno 2016

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Positivi i risultati presentati al 52° Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) a Chicago di un’analisi secondaria dello studio registrativo di Fase III ASPIRE che ha dimostrato come carfilzomib in combinazione con lenalidomide e desametasone migliori la sopravvivenza libera da progressione (PFS) e la percentuale di risposta completa (ORR) rispetto alla sola terapia a base di lenalidomide e desametasone (Rd) anche in pazienti con mieloma multiplo recidivato con una malattia in progressione precoce dopo la terapia iniziale o dopo il trapianto. L’analisi ha dimostrato che i pazienti che erano andati incontro a una recidiva entro un anno dalla terapia iniziale, una volta trattati con la combinazione KRd (n=87) hanno avuto una sopravvivenza mediana libera da progressione di 24.1 mesi contro i 12.5 mesi dei pazienti in trattamento con Rd (n=72) (HR=0.75; 95%CI: 0.50-1.13). Inoltre, la percentuale di risposta completa nel braccio KRd è stato di 79.3% rispetto a 61.1% del braccio Rd. I pazienti con recidiva precoce dopo un primo precedente trapianto in trattamento con KRd (n=48) hanno avuto una PFS mediana di 17.3 mesi rispetto a11.1 mesi di coloro che erano nel gruppo di controllo con Rd (n=49) (HR=0.87; 95% CI: 0.54-1.41). Inoltre, la percentuale di risposta completa dei pazienti in trattamento con il regime a base di carfilzomib è stato di 83.3% rispetto a 61.2% che avevano ricevuto la terapia con lenalidomide e desametasone.

“Uno degli obiettivi nel trattamento del mieloma multiplo recidivato o recidivante è quello di mantenere la malattia in remissione e di cercare di fare in modo che il periodo di remissione sia il più lungo possibile. Per alcuni pazienti la recidiva precoce potrebbe essere un’indicazione di una patologia più aggressiva – dichiara Sean E. Harper, M.D., Executive Vice President Ricerca e Sviluppo di Amgen – Questa analisi ha dimostrato che l’aggiunta di carfilzomib a lenalidomide e desametasone, porta i pazienti con mieloma multiplo recidivati precocemente a vivere più a lungo senza che la loro malattia progredisca. Si tratta di una svolta importante per o pazienti che convivono con questa forma di tumore difficile da trattare”. Il mieloma multiplo è un tumore ematologico raro e non guaribile, caratterizzato dalla natura recidiva e progressiva della malattia, con un’aspettativa di vita di soli 3 anni dopo la prima ricaduta. E’ il secondo tumore ematologico per frequenza, si tratta di una malattia orfana e rappresenta l’1% di tutti i tumori. Nel nostro Paese si contano 5.200 nuovi casi e 3.200 decessi ogni anno; a 5 anni dalla diagnosi solo il 45% dei pazienti sopravvive.  Carfilzomib attualmente è in fase di registrazione in Italia. (ELISA DE DONNO)

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