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Misurare per decidere bene
grazie al ‘modello Academy’

8 Giugno 2016

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Sono tre le sfide sull’attualità e sul futuro della sanità in Italia raccolte dall’Academy of Health Care Management and Economics e presentate al quinto Convegno Nazionale ‘Misurare per generare valore nel SSN: prospettive e strumenti per aziende e Regioni’, presso l’Aula Magna dell’Università Bocconi:

  • la prima sfida è collegata al ruolo che la sanità è sempre più chiamata a svolgere nel trattamento dei pazienti cronici e impone di ripensare la sanità non più come ‘semplice’ erogatore di servizi, ma come organismo capace di disegnare e gestire processi sostenibili che si prendono carico efficacemente delle cronicità
  • la seconda riguarda la ricerca, strumento decisivo per creare innovazione e in grado di generare valore nelle aziende sanitarie che la effettuano, producendo in definitiva ricchezza per l’intero sistema economico. Come rendere il sistema italiano più competitivo e porre le basi per un rapporto equilibrato tra realtà sanitarie e imprese, valorizzando gli investimenti privati a beneficio del sistema stesso?
  • la terza sfida affronta il tema, centrale, della misurazione delle performance delle aziende sanitarie e ospedaliere,premessa indispensabile per sostenere processi decisionali efficaci e modelli gestionali sostenibili.

Proprio la misurazione e la valutazione delle performance sono al centro delle attività di ricerca dell’Academy fin dal 2010, anno nel quale fu costituita, grazie a una partnership tra Novartis, CERGAS e SDA Bocconi. Oltre 20 aziende sanitarie e ospedaliere di 10 Regioni sono state coinvolte in una sistematica attività di verifica e approfondimento, che ha permesso di mettere a punto, sperimentandoli concretamente, strumenti e metodologie di valutazione in grado di sostenere efficacemente il processo decisionale all’interno delle aziende stesse, con l’obiettivo di migliorarne le performance. “L'esperienza dell'Academy è ormai consolidata e unica in Italia. Alla base delle attività è un approccio evidence based, degno della migliore tradizione scientifica. Attraverso progetti di ricerca fondati su di un'interazione continua con le aziende sanitarie, l'Academy offre al Servizio Sanitario Nazionale analisi, proposte e metodologie utili all'attivazione di importanti processi di miglioramento. Il lavoro svolto in questi anni dimostra, ancora una volta, che la collaborazione tra impresa, università ed aziende sanitarie, rappresenta la via migliore per la produzione di valore per l'utente finale e i cittadini tutti”, dichiara Giovanni Valotti, coordinatore dell’Academy e ordinario dell’Università Bocconi.

“Per affrontare con successo le sfide della sanità italiana tutti gli attori del sistema devono poter esprimere al meglio, collaborando tra loro, le proprie potenzialità – sottolinea il Country President di Novartis Italia Georg Schroeckenfuchs - Il modello Academy, nel quale si fondono il rigore scientifico della ricerca e la forte propensione di Novartis alla sperimentazione di soluzioni innovative, identifica un percorso virtuoso che va esattamente in questa direzione, ponendo le premesse per forme di cooperazione sempre più efficaci, a ogni livello. Per questa ragione Novartis continua a sostenere con convinzione il progetto, con l’auspicio che il suo lavoro sia di aiuto alle aziende sanitarie nel loro servizio ai pazienti, e offra un utile contributo ai sistemi regionali e nazionali nella definizione delle proprie politiche sanitarie”.

I risultati del lavoro svolto in questi anni dall’Academy sono stati illustrati e commentati da tre relazioni e interventi di approfondimento. La prima relazione, relativa alla linea di ricerca sulla gestione delle cronicità, è stata svolta da Valeria Tozzi dell'Università Bocconi e commentata da Francesco Blasi, ordinario dell’Università di Milano. Dalla ricerca, svolta in collaborazione con 6 strutture sanitarie di 5 Regioni, è emerso un dato positivo: le aziende sanitarie e ospedaliere dispongono di tecnologie e big data che già oggi permettono di mappare i potenziali pazienti, determinarne i bisogni, studiare i percorsi diagnostico-terapeutici strutturati e farsi carico in modo efficace delle cronicità. È stato messo a punto un algoritmo che, partendo appunto da dati già disponibili, consentirà di avvicinarsi progressivamente alla reale presa in carico dei pazienti.

Claudio Jommi, professore dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Università Bocconi, ha illustrato i risultati raggiunti nella linea di ricerca relativa all’organizzazione e alla valutazione del valore economico della ricerca clinica. A Giuseppe Rossi, direttore Oncologia Clinica degli Spedali Civili di Brescia e Laura Canavacci della Regione Toscana, il ruolo di discussant. Con il coinvolgimento diretto di 13 aziende sanitarie di 5 Regioni, nel corso della ricerca sono stati individuati e misurati i vantaggi e le criticità connesse alla localizzazione di sperimentazioni cliniche presso le aziende stesse e si sono analizzate le modalità di organizzazione e gestione. L’Italia, che vanta un’eccellenza scientifica riconosciuta a livello internazionale, presenta ancora carenze sotto il profilo dell’organizzazione e gestione degli studi sperimentali. Il superamento di queste carenze e la valorizzazione delle risorse provenienti dal privato sono stati gli elementi da cui ha preso le mosse la linea di ricerca di Academy. Mediante questo intervento le aziende sanitarie coinvolte hanno potuto ‘misurare’ le sperimentazioni cliniche anche in una prospettiva economica, così da individuare i deficit organizzativi da sbloccare per mantenere la propria attrattività. La sfida è come arrivare a un sistema maturo in cui le aziende sanitarie possano gestire efficacemente la ricerca, armonizzando gli investimenti, compresi quelli privati, in funzione delle priorità del sistema salute. 

La terza relazione è stata affidata a Federico Lega dell’Università Bocconi e Joseph Polimeni, Commissario alla Sanità della Regione Campania come discussant. Il tema è il Performance management e lo sviluppo di un modello di ‘cruscotto multidimensionale manageriale’, utile a monitorare le performance nelle aree chiave dell’attività aziendale. Questo modello è stato messo a punto, sperimentato e affinato attraverso un intenso lavoro all’interno di 6 realtà aziendali, in collaborazione con direzioni strategiche e staff, in Lombardia e Piemonte. Sono stati anche sviluppati un modello di cruscotto sanitario, complementare e di approfondimento rispetto a quello direzionale, e uno per la rendicontazione sociale. Sul tema della misurazione e valutazione, trasversale alle tre linee di ricerca, si è sviluppata una tavola rotonda nella quale diversi protagonisti, a vario titolo, della sanità italiana hanno messo a confronto esperienze dirette, prospettive e obiettivi. Vi hanno preso parte Lucia Borsellino, consulente Agenas, Filippo Buccella, Chairman del Comitato Esecutivo dell'Accademia dei Pazienti-Eupati Italia, Enrico Desideri, presidente Vicario Federsanità e presidente Federsanità Toscana, Fulvio Luccini, direttore Patient Access Novartis Farma, Paolo Cavagnaro Viceresidente FIASO e Fulvia Seccareccia, primo ricercatore Istituto Superiore di Sanità. Nel corso del dibattito è emerso come una più stretta collaborazione tra imprese e aziende consenta di interpretare meglio le esigenze di chi tutti i giorni si confronta con i pazienti, misurandosi con la concretezza dei problemi, e di elaborare soluzioni in grado di migliorare equità, appropriatezza e accessibilità ai servizi. Si tratta di esperienze dalle quali si possono trarre indicazioni molto utili per mettere a punto, a livello regionale e nazionale, strumenti e metodologie in grado di generare benefici per tutti gli attori del sistema. Le conclusioni del quinto Convegno Nazionale dell’Academy sono state affidate a Elio Borgonovi, Ordinario di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l’Università Bocconi e presidente CERGAS. (PIERLUIGI MONTEBELLI)

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