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CONGRESSO EHA 2016

Ok Blinatumomab per i pazienti
con leucemia linfoblastica acuta

13 Giugno 2016

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Sono stati giudicati molto favorevolmente dai partecipanti al 21° Congresso Europeo di Ematologia (EHA) di Copenhagen i nuovi dati di una analisi ad interim prespecificata dello Studio di Fase III TOWER nel quale blinatumomab ha dimostrato un aumento quasi due volte superiore della sopravvivenza globale media rispetto allo standard di trattamento (SOC). Lo studio TOWER, randomizzato in aperto, ha valutato l’efficacia di blinatumomab rispetto alla chemioterapia, attualmente lo standard di trattamento in pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia. I risultati dell’analisi hanno dimostrato una sopravvivenza globale mediana di 7.7 mesi (95% CI: 5.6, 9.6) nel braccio in trattamento con blinatumomab rispetto ai 4 mesi (95% CI: 2.9, 5.3) della SOC (stratified log-rank test p=.012; hazard ratio=0.71). A seguito delle raccomandazioni di un comitato indipendente di monitoraggio dei risultati, Amgen ha interrotto lo studio precocemente sulla base dell’efficacia di tali risultati. “La leucemia linfoblastica acuta è la neoplasia delle cellule B più aggressiva – ha dichiarato il professor Max S. Topp, M.D., direttore di Ematologia presso lo University Hospital di Wuerzburg in Germania – I dati presentati qui all’EHA non solo consolidano il potenziale dell’immunoterapia rappresentata da questo anticorpo bispecifico in grado di stimolare le cellule T, ma soprattutto validano l’efficacia del farmaco in una popolazione di pazienti soggetta a trattamenti particolarmente pesanti".

Il miglioramento della sopravvivenza globale è stato consistente in tutti i sottogruppi, indipendentemente dall’età, da una pregressa terapia di salvataggio o un pregresso trapianto allogenico di cellule staminali (alloSCT). "Questo è il primo studio su una immunoterapia che dimostra il beneficio sulla sopravvivenza globale in pazienti adulti con leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia. Si tratta di una patologia molto complessa, difficile da trattare con opzioni di trattamento limitate – ha affermato Sean E. Harper, M.D., Executive Vice President Ricerca e Sviluppo di Amgen – Per questo motivo, Blincyto era stato approvato in questa popolazione di pazienti in via condizionale grazie ad una procedura accelerata. Ora lavoreremo con gli enti regolatori per avere l’autorizzazione definitiva per blinatumomab”. La leucemia linfoblastica acuta è un tumore del sangue e del midollo osseo, si tratta di una patologia rara e a rapida progressione. I pazienti adulti che ricevono una diagnosi di questo tipo sono spesso giovani, con un’età media tra i 34 e i 39 anni. Attualmente non esiste uno standard di trattamento universalmente riconosciuto al di là della chemioterapia. I pazienti adulti che ricevono una diagnosi di leucemia linfoblastica acuta (LLA) da precursori delle cellule B recidivante o refrattaria negativa per il cromosoma Philadelphia hanno una prognosi infausta con una sopravvivenza globale mediana stimata che va dai tre ai cinque mesi. (EUGENIA SERMONTI)

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