Cerca

BRONCOPNEUMOPATIA CRONICO OSTRUTTIVA

Scale, sport e hobby: gli ostacoli
del fiato per gli italiani con BPCO

9 Settembre 2016

0

Oltre 3 italiani su 4 hanno perso il respiro almeno una volta nella propria vita. A svelarlo un’indagine realizzata da GfK e promossa da AstraZeneca, secondo la quale quasi la metà dei pazienti con la BroncoPneumopatia  Cronico Ostruttiva – la malattia respiratoria cronica e progressiva che gli esperti chiamano BPCO – ha difficoltà a fare le scale e a svolgere qualsiasi tipo di attività fisica, mentre 1 su 5 ha cambiato lavoro a causa della malattia. Per restituire ai pazienti il fiato sottratto dalla malattia è ora disponibile anche in Italia la combinazione di aclidinio e formoterolo che, sviluppata da AstraZeneca, è l’unica associazione di due broncodilatatori - a dose fissa precostituita, somministrata in un unico inalatore - capace di controllare i sintomi mattutini (-17,7%), diurni (-21,6%) e notturni (-25,2%) della BPCO rispetto ai monocomponenti, portando inoltre a un miglioramento clinicamente significativo della dispnea. “La nuova combinazione di aclidinio e formoterolo costituisce un avanzamento significativo nello scenario terapeutico della BPCO. Il farmaco – dichiara Tommaso Salanitri, responsabile Area Medica Malattie Respiratorie, Infiammatorie e Autoimmuni di AstraZeneca Italia – ha infatti dimostrato risultati importanti in termini di controllo dei sintomi e del miglioramento delle attività quotidiane, in particolar modo del primo mattino. Inoltre la nuova terapia ha ridotto le riacutizzazioni, da moderate a gravi, del 29%, ritardando la comparsa della prima riacutizzazione: un aspetto molto rilevante soprattutto nei pazienti con BPCO sintomatici. La combinazione viene assunta attraverso un dispositivo inalatorio intuitivo, semplice e dotato di diversi meccanismi di feedback, che rassicurano il paziente ed il medico della corretta e avvenuta assunzione del farmaco. Le malattie respiratorie rappresentano da sempre un’area terapeutica chiave per AstraZeneca. Il nostro impegno nell’offrire terapie efficaci dura ormai da 40 anni e si rinnova costantemente, giorno dopo giorno, con l’obiettivo di dare ai pazienti opzioni di trattamento in grado di rispondere ai loro reali bisogni”.

La nuova terapia di combinazione unisce meccanismi di azione differenti, ma complementari. Aclidinio blocca i recettori muscarinici M3, responsabili della contrazione dei muscoli bronchiali e riduce la broncocostrizione. Formoterolo determina invece una broncodilatazione diretta che avviene dopo pochi minuti dalla somministrazione (1-3 minuti), grazie alla stimolazione dei recettori β2. “L’ultima novità nel panorama terapeutico della BPCO – afferma Pierachille Santus, professore associato di Malattie Respiratorie all'Università di Milano – è la combinazione a dose fissa di aclidinio e formoterolo, da oggi disponibile anche nel nostro Paese. Dagli studi clinici che sono stati condotti emerge la rapidità d’azione della nuova terapia che fa sì che il paziente sperimenti un sollievo immediato dei sintomi. Inoltre, la broncodilatazione osservata dopo la somministrazione del farmaco è risultata superiore rispetto a quella ottenuta con i singoli monocomponenti. Ciò determina un’efficacia superiore nel controllo dei sintomi per quanto riguarda la dispnea, in ogni momento della giornata. Tutto ciò si traduce in una maggiore facilità per il paziente nello svolgere le sue normali attività quotidiane come alzarsi dal letto, lavarsi e fare le scale; in modo particolare per quanto concerne le azioni del primo mattino, il momento solitamente più critico per un paziente con BPCO. La nuova combinazione rappresenta quindi un avanzamento terapeutico con nuove prospettive di utilizzo nei pazienti”.

“La BPCO incide sulle abitudini quotidiane dei pazienti - spiega Paola Rogliani, direttore dell’Unità di Malattie dell'Apparato Respiratorio Dipartimento di Medicina dei Sistemi dell’Università di Roma ‘Tor Vergata’ - perché può ostacolare lo svolgimento di azioni semplici, come quelle legate all’attività fisica in tutte le sue accezioni con inevitabili risvolti nell'ambito della sfera sociale e di conseguenze sulla qualità di vita. I responsabili principali sono i sintomi della malattia: in particolare la dispnea presente anche nelle fasi iniziali della BPCO e che fa sì che il paziente si autolimiti proprio per non avvertire questa fastidiosa sensazione di mancanza di respiro. Si crea quindi un vero e proprio circolo vizioso: non potendo più compiere le attività di prima gli individui affetti da BPCO tendono a chiudersi in se stessi, considerando che la depressione é una delle comorbilità più frequenti. La nuova combinazione con aclidinio e formoterolo interviene proprio sul sintomo della dispnea: l'obiettivo è ridurre la fastidiosa sensazione di mancanza di respiro tale che il soggetto affetto da BPCO possa essere invogliato a riprendere le sue attività quotidiane". “La BPCO è una malattia che evolve progressivamente verso l’insufficienza respiratoria e può portare alla morte - commenta Nicola Scichilone, professore di Malattie dell'Apparato Respiratorio dell'Università di Palermo – per cause respiratorie o di altro tipo, come quelle cardiache. Interessa circa il 10% della popolazione generale, ma può raggiungere picchi del 50% nelle persone sopra i 60 anni. Si tratta di una malattia in costante crescita sia nei Paesi sviluppati, sia in quelli in via di sviluppo a causa dell’esposizione al fumo di sigaretta, dell’inquinamento ambientale e dell’esposizione professionale ad agenti inalanti irritanti. Pur essendo cronica e progressiva, la BPCO può essere prevenuta e trattata grazie alla conoscenza dei fattori di rischio, ad una diagnosi precoce che viene effettuata con l’esame spirometrico e ai progressi terapeutici. L’identificazione precoce dei possibili segnali della malattia è quindi fondamentale: non vanno sottovalutati, ad esempio, la tosse mattutina e la mancanza di aria dopo uno sforzo fisico, soprattutto nei fumatori. Diventa fondamentale il dialogo tra medico di base e paziente, non solo per riconoscere ed agire tempestivamente su questi primi sintomi, ma anche per indirizzare il prima possibile il paziente verso un appropriato percorso diagnostico e di gestione della malattia nel tempo”. (MARTINA BOSSI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Vincenzo Mollica ricorda Alberto Sordi: "Faceva vedere a tutti il senso della vita"

Migranti, Giuseppe Conte: "Sugli sbarchi Matteo Salvini ha sempre rivendicato la sua competenza"
Zingaretti e Bonaccini
Scontro tra tifoserie in Basilicata, un uomo muore investito: la prima ricostruzione

media