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LE FRONTIERE DELLA NEUROINGEGNERIA

Ecco le protesi ‘a prova di carezza’
contro diabete, infertilità e cancro

11 Settembre 2016

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Concluso a Ginevra il Forum IBSA Foundation for scientific researchNew technologies to treat neurodisorders: neuroprosthetics’, che ha visto ricercatori da tutto il mondo a confronto per discutere delle nuove frontiere della neuroriabilitazione. Protesi avveniristiche ‘a prova di carezza’ sempre più simili agli arti umani che miglioreranno sensibilmente la qualità della vita di milioni di pazienti ma anche nuove terapie basate sulla stimolazione cerebrale che potrebbero curare patologie estremamente diffuse come diabete, obesità, infertilità e cancro.

“Siamo arrivati al culmine di anni di ricerche – dichiara il professor Silvestro Micera, docente presso l’Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e direttore delle Unità di Ingegneria Neurale Traslazionale del Politecnico Federale di Losanna, Svizzera (EPFL, Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne) – Le neurotecnologie oggi possono offrire importanti vantaggi a numerose categorie di pazienti. Ad esempio possiamo aiutare persone con disabilità neurologiche quali l’ictus, il morbo di Parkinson, le lesioni del midollo spinale o con amputazioni di mano. Per questi pazienti, stiamo sviluppando una mano bionica con la stessa destrezza della mano naturale in grado di compiere i movimenti più delicati con una grande ricchezza sensoriale tattile. La sfida di domani è capire se sia possibile fornire sensazioni ricche e naturali ai pazienti con questo tipo di disabilità e se questo facilita il cosiddetto ‘embodiment’ cioè la maggiore capacità di controllo degli arti e di discernimento delle diverse tessiture degli oggetti. Tutto ciò per consentire al paziente di controllare in modo migliore le protesi e restituirgli la possibilità di compiere una serie di azioni quotidiane dopo una malattia o magari dopo un incidente”.

Il Forum di Ginevra è stato anche occasione di confronto nel campo multidisciplinare della medicina bioelettronica. “E’ sempre più evidente come l’insorgenza di alcune patologie quali il diabete è collegata anche al cattivo funzionamento del sistema nervoso autonomo. Lo sviluppo di dispositivi capaci di ripristinare la corretta attività potrebbe far regredire queste stesse patologie – spiega il professor Micera – Nei prossimi anni saranno sviluppati dispositivi pionieristici che attraverso gli stimoli elettrici agiranno direttamente sul sistema nervoso autonomo e quindi sui meccanismi che governano i nostri organi”. “Siamo orgogliosi di aver organizzato questo Forum – afferma Silvia Misiti, direttore della IBSA Foundation – su un tema suggestivo e avveniristico che ha e avrà ripercussioni pratiche importanti nella vita dei pazienti. Sia nel campo della riabilitazione sia nella cura di patologie molto diffuse, la proficua sinergia tra specialisti di diverse aree scientifiche è alla base dello sviluppo della medicina del domani”. (FABIO SERMONTI)

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