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TERAPIA DEL DIABETE DI TIPO 2

Avere un buon controllo glicemico
senza ingrassare e ok per il cuore

14 Settembre 2016

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Un farmaco antidiabete che non fa ingrassare e che fa bene al cuore. Lo dimostrano i risultati dello studio LEADER sul farmaco liraglutide – analogo al GLP-1 umano – che secondo Giorgio Sesti, ordinario di Medicina interna presso l'Università degli studi 'Magna Grecia' di Catanzaro, coordinatore di uno dei centri coinvolti nello studio “agisce sulla riduzione della glicemia e sulla perdita di peso, ma soprattutto contribuisce anche a prevenire le complicanze cardiovascolari e la mortalità nel diabete tipo 2. Cosa non da poco, se si considera che le malattie cardiovascolari sono la principale causa di morte in queste persone. Rispetto al placebo il farmaco riduce del 22% il rischio di morte per cause cardiovascolari, del 12% il rischio di infarto miocardico e 11% di ictus non fatali. Oltre che una riduzione del 15% la mortalità per tutte le cause.

Arrivano ora nuovi dati sull'associazione insulina degludec più liraglutide (IDegLira) presentati al 52° congresso europeo di diabetologia EASD in corso a Monaco, che dimostrano come IDegLira permetta, in pazienti con diabete di tipo 2 non controllato dalla terapia con insulina glargine 100U (20-50 unità), di raggiungere il target di glicemia a digiuno, senza episodi di ipoglicemia e aumento di peso, più frequentemente rispetto all’aumento del dosaggio dell’insulina glargine 100 U. Sono questi i nuovi dati dello studio DUAL V – IdegLira, messo a confronto con l’aumento del dosaggio di insulina glargine 100U, ha una probabilità 4,5 volte maggiore di raggiungere i target glicemici, senza episodi di ipoglicemia o aumento di peso, negli adulti con diabete di tipo 2.  

IDegLira è la prima combinzione di un’insulinaa lunga durata (insulina degludec) e un’agonista del recettore delGLP-1 (liraglutide), in singola somministrazione giornaliera, disponibile in Europa. L’analisi post-hoc dello studio di fase 3b DUAL V è stata condotta adottando il target di glicemia a digiuno di 7,2 mmol/L (130 mg/dl), per meglio riflettere la pratica clinica. I dati hanno evidenziato come gli adulti trattati con IDegLira abbiano una probabilità 4,5 volte superiore di raggiungere il target, senza episodi confermati di ipoglicemia e aumento di peso rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine100U(41,4% vs 14,3%, p<0.0001). L’analisi ha inoltre dimostrato che un numero significativamente superiore di adulti raggiunge il target di emoglobina glicata (HbA1c) inferiore a 7%, senza episodi di ipoglicemia e aumento di peso, indipendentemente dal dato di partenza di HbA1c (inferiore o uguale a 7,5, tra 7,5 e 8,5 o superiore a 8,5%), sempre rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine100U (51% vs 25%; 39% vs 11%; 32% vs 5%; p<0.005). Inoltre, sia la glicemia a digiuno sia l’emoglobina glicata hanno mostrato una riduzione significativa già dopo 4, 8 e 12 settimane dal passaggio al trattamento con IDegLira rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine 100U, manifestando un miglior controllo glicemico in un tempo rapido dal cambio di trattamento. “Queste analisi dello studioDUAL V indicano che IDegLira è efficace nell’aiutare i pazienti a raggiungere il controllo glicemico, con minor rischio di ipoglicemia e di aumento di peso, rispetto all’aumento del dosaggio di insulina glargine100U, sulla base dei target usati nella pratica clinica – ha detto Ildiko Lingvay, Associate Professor of Internal Medicine and Clinical Science presso UT Southwestern Medical Center – I dati dimostrano un miglioramento nel controllo glicemico già dopo quattro settimane dall’inizio del trattamento”.

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