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‘SPECIALE SCLEROSI MULTIPLA’ – ECTRIMS 2016/1

Buone conferme per cladribina
dagli studi presentati all’ECTRIMS

22 Settembre 2016

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Nuovi algoritmi terapeutici per il trattamento della sclerosi multipla sono emersi dal 32° Congresso dello European Committee for Treatment and Research in Multiple Sclerosis (ECTRIMS), che ha riunito oltre 9000 tra i più importanti neurologi di tutto il mondo, con 61 sessioni e oltre 2000 abstract. Poter gestire sempre meglio la progressione della malattia e ridurre il tasso di ricadute è oggi possibile, grazie alla ricerca di nuovi bersagli farmacologici, ma anche agli effetti di nuove terapie, attualmente in sperimentazione clinica. Ma ci sono anche altre speranze in arrivo per i pazienti: il panel di farmaci a disposizione è vastissimo e permette un matching in grado di rispondere meglio ai bisogni non soddisfatti dei pazienti per fronteggiare meglio la patologia.

I dati presentati nel corso di due simposi dal professor Giancarlo Comi - ordinario di Neurologia dell’Università ‘Vita-Salute San Raffaele’ e direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele (Milano) – dimostrano l’efficacia e la sicurezza di cladribina, una piccola molecola di sintesi che agisce in modo selettivo sui linfociti, parte integrante del processo patologico della sclerosi multipla, che consente la somministrazione in soli due cicli di trattamento, in un periodo di due mesi consecutivi e il suo effetto viene mantenuto per più di un anno. Il pro-farmaco dell’azienda farmaceutica Merck è attualmente in fase di sperimentazione clinica e rivoluzionerebbe il trattamento della sclerosi multipla recidivante remittente. I dati provengono dalla fase open label dello studio ORACLE-MS, che prende il nome di ORACLE-MS OLMP, di cui è autore lo steso Comi - e dalla sua estensione - Si tratta dei dati relativi.

Il trial di fase III CLARITY – ha spiegato lo stesso Comi - condotto in pazienti con sclerosi multipla nella forma attiva della malattia, aveva mostrato che il trattamento con cladribina per via orale, somministrato per un periodo di due anni in cicli di terapia di breve durata, riduceva la frequenza di recidive e rallentava la progressione della disabilità per un periodo massimo di 4 anni, rispetto al placebo. L’efficacia osservata nello studio CLARITY era poi stata mantenuta senza l’aggiunta di ulteriori trattamenti anche nella fase di estensione dello studio. “Tra i farmaci ad induzione, cladribina - ha dichiarato il professor Claudio Gasperini, neurologo all’Ospedale San Camillo di Roma – ha un profilo di efficacia buono e una modalità di somministrazione e una durata ottimali. Il farmaco contribuisce al mantenimento dell’aderenza alla terapia e alla riduzione della disabilità a lungo termine”.

Fronteggiare la malattia rimane una battaglia sempre aperta e "anche se più terapie sono disponibili per i pazienti con sclerosi multipla – ha concluso Comi - c'è ancora un grande bisogno insoddisfatto all'interno di questa comunità dei pazienti, anche per le terapie che offrono benefici duraturi". Merck ha inoltre tenuto un simposio relativo all’annuale Multiple Sclerosis Innovations (GSMI) Awards giunto alla quarta edizione, assegnando fino a 1 milione di Euro a quattro gruppi di ricerca provenienti da Gran Bretagna, Spagna, Canada, Israele, Germania e Qatar. (LARA LUCIANO)

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