Cerca

COPENHAGEN – SPECIALE ONCOLOGIA – ESMO 2016/2

L’uso dell’eribulina va anticipato
per le donne con il tumore dal seno

7 Ottobre 2016

0

Una corsa contro il tempo. Gli ultimi dati presentati al congresso Europeo di Oncologia Medica a Copenhagen (ESMO 2016) confermano che le donne rispondono meglio alla terapia se questa viene iniziata prima possibile: ogni volta che la cura con Eribulina per il trattamento delle donne con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico viene ritardato – utilizzato in cicli successivi, in seconda o terza linea – l’efficacia diminuisce progressivamente. Eribulina è un farmaco indicato nell'Unione Europea per il trattamento delle donne con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico che è purtroppo progredito nonostante un precedente trattamento chemioterapico. La prima terapia dovrebbe avere incluso un'antraciclina e un taxano ‘in adiuvante’, a meno che i pazienti non fossero indicate per questo tipo di trattamenti.

La conferma viene dai risultati dello studio epidemiologico CASCADE, che mostrano appunto come l'efficacia di agenti attivi nel tumore della mammella localmente avanzato o metastatico diminuisca progressivamente con ogni ciclo di terapia successiva. Lo studio condotto dai ricercatori in Spagna ha raccolto i dati su 443 donne con tumore mammario localmente avanzato o metastatico, per esaminare l'effetto delle linee successive di terapia sui tassi di risposta obiettiva e sui tassi di controllo della malattia per questo tumore. Un lavoro ‘certosino’ che ha confrontato i tassi di risposta obiettiva e tassi di controllo della malattia partendo dai casi in cui è stato utilizzato in prima linea fino all'ottava linea di terapia. Qualsiasi fosse il tipo di trattamento scelto il risultato andava progressivamente peggiorando.

"Questo studio dimostra che le donne con carcinoma mammario metastatico sono in grado di rispondere meglio ai trattamenti in linee precedenti di terapia – conferma Antonio Llombart-Cussac, direttore dell’oncologia medica dell’ospedale Arnau de Vilanova di Valencia, in Spagna – E’ quindi fondamentale che i medici diano priorità ai farmaci più attivi nelle linee precedenti, dove possono con maggiore probabilità garantire un maggior beneficio clinico".

I dati presentati ad ESMO sui eribulina includono anche i risultati dello studio ONSITE che ha indagato anche sulla sicurezza di eribulina in terza linea di chemioterapia nelle donne con carcinoma metastatico HER2-negativo o con tumore della mammella localmente avanzato. L'endpoint primario dello studio era la sicurezza e gli endpoint secondari comprendevano tasso di beneficio clinico, la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione. (A. S.)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Gregoretti, Giancarlo Giorgetti: "La maggioranza vuole il processo politico, la gente sta con Matteo Salvini"

Giorgetti contro il Pd: "Ci deridono per i comizi? Loro organizzano  solo giovanotti che cercano di impedirli"
Luigi Di Maio corregge il tiro dopo la gaffe: "Italia informata dagli Usa subito dopo il blitz a Soleimani"
Paolo Becchi sulla legge elettorale: "La Consulta può ammazzare il maggioritario e favorire l'ingovernabilità"

media