Cerca

NUOVI TRATTAMENTI FARMACOLOGICI

Evolocumab ‘riduce’ l’aterosclerosi
in pazienti con malattia coronarica

19 Novembre 2016

0

Evolocumab in aggiunta alla terapia statinica ottimizzata ha determinato una regressione della placca aterosclerotica statisticamente significativa in pazienti con malattia coronarica. Lo dimostra lo studio di Fase III GLAGOV, che utilizza l’imaging dell’ultrasonografia intravascolare, presentato al Congresso dell’American Heart Association (AHA) 2016 nella Sessione ‘Late-Breaking Clinical Trials’ e contemporaneamente pubblicato sul Journal of the American Medical Association (JAMA). Lo studio GLAGOV ha valutato se il trattamento con evolocumab, inibitore della pro proteina convertasi subtilisina/kexina tipo 9 (PCSK9), indicato per il trattamento di particolari popolazioni di pazienti con livelli di colesterolo LDL elevati, sia in grado di modificare l’accumulo di placca aterosclerotica nelle coronarie di pazienti già in terapia statinica ottimizzata, utilizzando l’imaging dell’ultrasonografia intravascolare (IVUS), al basale e alla settimana 78.

“La comunità scientifica conduce da tempo studi per valutare l’impatto dei farmaci ipolipemizzanti sulla regressione dell’aterosclerosi utilizzando tecniche di imaging. Questo studio dimostra che la massima riduzione del colesterolo LDL con evolocumab può effettivamente far regredire la malattia coronarica aterosclerotica rispetto alla sola terapia con statine – ha dichiarato Sean E. Harper, M.D., vicepresidente esecutivo Ricerca & Sviluppo di Amgen - Infatti, in questo studio circa due terzi dei pazienti in terapia con evolocumab, la maggior parte dei quali era già in terapia di base con statine ad alta intensità, ha presentato una riduzione della placca e dell’impatto ad essa associato”. Lo studio ha raggiunto il suo endpoint primario dimostrando che il trattamento con evolocumab ha determinato una regressione statisticamente significativa rispetto al basale del volume percentuale dell’ateroma (PAV), ovvero la percentuale del lume dell’arteria occupata dalla placca. I pazienti nel gruppo di trattamento con evolocumab hanno avuto una diminuzione del0.95% di PAV rispetto al basale verso un aumento dello 0.05% nei pazienti del braccio di controllo (braccio con evolocumab p<0.0001; braccio con placebo p=0.78). La differenza fra i due gruppi è stata statisticamente significativa (p<0.0001). Inoltre, l’aggiunta di evolocumab ha prodotto una regressione della placca in PAV in una percentuale di pazienti maggiore rispetto a quelli in trattamento con placebo(rispettivamente 64.3% contro 47.3%,p<0.0001). Al basale il 98% dei pazienti arruolati in entrambi i bracci dello studio era in trattamento con statine di intensità da alta a moderata.

I pazienti nel gruppo di trattamento con evolocumab hanno mostrato una riduzione media del volume totale normalizzato dell’ateroma (TAV), il quale rappresenta una misura del volume della placca, pari a 5.8mm³ rispetto a 0.9mm³ nel gruppo di pazienti trattati con placebo (braccio con evolocumab p<0.0001; braccio con placebo p=0.45). Inoltre, evolocumab in aggiunta alla terapia statinica ottimizzata ha determinato una regressione di TAV in una percentuale di pazienti maggiore rispetto al placebo (rispettivamente 61.5% contro 48.9%, p=0.0002).

“Lo studio GLAGOV rappresenta una pietra miliare per il trattamento dell’ipercolesterolemia, i cui risultati sono estremamente interessanti - commenta Furio Colivicchi, direttore Uoc di Cardiologia, ACO San Filippo Neri (Roma) - non solo è il primo studio nel quale sono stati raggiunti livelli di colesterolemia LDL così bassi (36mg/dL), ma è anche il primo studio nel quale si è dimostrata una regressione importante della placca aterosclerotica con un inibitore del PCSK9 rispetto alla terapia statinica ottimizzata. Sebbene conoscessimo l’efficacia terapeutica di questo farmaco in termini di riduzione dell’ipercolesterolemia, fino ad oggi non avevamo nessun dato sugli effetti vascolari. Vale la pena sottolineare che i pazienti nel braccio di controllo erano in trattamento con statine ad alto dosaggio, lo stato dell’arte dell’attuale terapia. Sono dati interessanti sia da un punto di vista scientifico sia clinico”.

“Sulla base di studi svolti in precedenza non sapevamo se lo studio GLAGOV avrebbe mostrato un’ulteriore regressione della placca con livelli di colesterolo LDL al di sotto di 60 mg/dL - ha affermato Stephen J. Nicholls, M.D., Ph.D., Professore di Cardiologia e vicedirettore dell’Ospedale e Istituto di Ricerca Sud Australiano di Adelaide, Australia. “Uno dei risultati più straordinari di GLAGOV è proprio la continua riduzione della placca a livelli di colesterolo LDL molto al di sotto delle soglie comunemente accettate”. I pazienti presentavano al basale un valore medio di colesterolo LDL pari a 92,5 mg/dL in entrambi i gruppi di trattamento. Nelle 78 settimane di trattamento, il valore medio di colesterolo LDL ponderato nel tempo nel gruppo di pazienti in trattamento con evolocumab è stato di 36,6 mg/dL, che rappresenta una riduzione del 59.8%, rispetto al valore di 93mg/dL dei pazienti trattati con placebo. Alla settimana 78, il valore medio di colesterolo LDL nei pazienti trattati con evolocumab è stato di 29mg/dL, che rappresenta una riduzione del 68% rispetto al basale, mentre per i pazienti trattati con placebo il valore è stato di 90mg/dL.

Un’analisi esplorativa ha valutato il livello di riduzione della placca in 144 pazienti con livelli basali di colesterolo LDL al di sotto di 70mg/dL (il target di riferimento della terapia secondo le linee guida). In tale analisi, i pazienti hanno avuto una diminuzione della placca aterosclerotica e dell’impatto ad essa associato ancora maggiore rispetto al basale (cambiamento del volume percentuale dell’ateroma): -1.97% nei pazienti in trattamento con evolocumab rispetto al -0.35% nei pazienti in trattamento con placebo (p<0.0001). Inoltre, in questo sottogruppo, l’81.2% dei pazienti in trattamento con evolocumab ha ottenuto una regressione della placca rispetto al 48% di quelli in terapia con placebo (p<0.0001). Lo Studio GLAGOV ha confermato il profilo di sicurezza di evolocumab. L’incidenza degli eventi avversi emergenti correlati al trattamento è stata comparabile nei due gruppi (rispettivamente 67.9% evolocumab, 79.8% placebo). Gli eventi avversi di rilevanza clinica esaminati in questo studio includevano mialgia (7% evolocumab, 5.8% placebo), recente diagnosi di diabete mellito (3.6% evolocumab; 3.7% placebo), eventi neurocognitivi (1.4% evolocumab; 1.2% placebo), reazioni nel sito di iniezione (0.4% evolocumab; 0% placebo). Nello studio Glagov sono stati  osservati raramente anticorpi leganti (0.2% 1 paziente nel braccio con evolocumab) e nessun paziente è risultato positivo agli anticorpi neutralizzanti.

Sebbene lo studio non sia stato disegnato per misurare gli effetti sugli eventi cardiovascolari, un’analisi esplorativa ha rivelato che eventi cardiovascolari maggiori sono avvenuti nel 12.2% dei pazienti in trattamento con evolocumab rispetto al 15.3% di quelli in trattamento con placebo. La maggior parte di questi sono state rivascolarizzazioni coronariche (10.3% evolocumab; 13.6% placebo) seguite da infarto del miocardio (2.1% evolocumab; 2.9% placebo). Tutti gli altri eventi cardiovascolari si sono verificati in ≤0.8% dei pazienti in entrambi i gruppi di trattamento. Sean Harper ha ulteriormente commentato: “i risultati inequivocabili di GLAGOV eliminano qualsiasi dubbio scientifico sull’efficacia di evolocumab nel ridurre il colesterolo LDL e sul suo impatto di fondamentale importanza sul processo patologico sottostante. Continuiamo a essere preoccupati del fatto che molti pazienti incontrino ostacoli per l’accesso alla terapia con evolocumab nonostante le raccomandazioni terapeutiche del loro medico. Non vediamo l’ora di vedere i risultati dello studio FOURIER, il nostro studio sugli outcome clinici, e continueremo a collaborare con le istituzioni nazionali e regionali per assicurare l’accesso a questo farmaco ai pazienti che hanno bisogno di un’ulteriore riduzione del colesterolo LDL”. (ILARIA FABRIZI)

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Tragedia umana e politica a Bologna, quanti sono in piazza a sentire Luigi Di Maio: sconcerto

Luigi Di Maio
Sardine, in manifestazione a Modena sono quattro gatti. Matteo Salvini li prende in giro: "Non spingete"
Vito Crimi capo M5s dopo Di Maio: "Ha studiato per anni, amico dei magistrati". Il reggente frega tutti?

media