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PREVENZIONE PEDIATRICA

In classe educazione sanitaria
e un medico per la prevenzione

19 Dicembre 2016

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In ambito pediatrico negli ultimi anni sono stati conseguiti importantissimi traguardi come la riduzione della mortalità in ambito oncologico, ma la salute delle future generazioni è minacciata da nuove problematicità quali la crescita esponenziale dell’obesità infantile - che interessa non meno di 41 milioni di bambini nei Paesi avanzati - e il progressivo calo della vaccinazioni in fascia pediatrica che ha investito l’Italia in questi ultimi anni, con coperture vaccinali ormai sotto la soglia di sicurezza. Per superare questi nuovi ostacoli è necessario promuovere la prevenzione e l'informazione, ed è per questo che esperti, ricercatori e decisori istituzionali hanno avanzato una proposta che mira ad intervenire proprio sull'educazione dei bambini e dei ragazzi: inserire l’educazione sanitaria come materia propedeutica nei programmi nelle scuole primarie e secondarie di primo grado e prevedere la presenza del medico di classe, coinvolgendo gli specializzandi o gli studenti dell’ultimo anno di medicina. Si spera in questo modo di dare una risposta alle criticità e ai ritardi ancora oggi presenti in tema di prevenzione nell'infanzia e nell'adolescenza e di promuovere stili di vita e comportamenti sanitari corretti.

La proposta è stata presentata a Roma nei giorni scorsi durante il convegno annuale di ‘PreSa - Prevenzione e Salute’ (www.prevenzione-salute.it), un network cui aderiscono numerose società scientifiche e associazioni di pazienti, che ogni anno organizza un incontro-dibattito volto a sensibilizzare l’opinione pubblica e i decisori su tematiche strategiche per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. L’appuntamento di quest’anno è stato dedicato appunto al tema della salute pediatrica e al suo interno sono state approfonditi anche i progressi della scienza in ambito oncologico, delle malattie rare, l’innovazione farmaceutica e della necessità di sperimentazioni ‘su misura’ per i bambini. Alle esigenze della prevenzione potrebbero fare fronte la figura del medico di classe e l’inserimento della materia nei programmi didattici. «Il nostro obiettivo è promuovere la cultura della prevenzione, una prevenzione partecipata dai cittadini – ha dichiarato il direttore scientifico di PreSa Marco Trabucco Aurilio – però è importante iniziare sin da giovani: PreSa propone la figura del medico di classe per la quale si potrebbero coinvolgere i medici specializzandi, oltre 7 mila in Italia, che potrebbero dedicare una parte, ovviamente non predominante, del loro tirocinio professionalizzante, a promuovere corretti stili di vita ed adeguate misure di prevenzione nelle scuole italiane; si potrebbero coinvolgere anche gli studenti in medicina dell’ultimo anno che hanno già una formazione adeguata a questo compito; questi ‘promotori di salute’ non comporterebbero costi ulteriori per il Servizio Sanitario Nazionale ed essendo giovani potrebbero avere un’intesa speciale con i ragazzi».

Una opportunità quasi ‘a costo zero’ per le finanze pubbliche dal momento che gli specializzandi sono già titolari di una borsa di studio e di grande rilievo per un Paese come l’Italia che impegna solo l’1,5% della spesa sanitaria in prevenzione, agli ultimi posti tra i Paesi europei. «Il nostro Paese investe troppo poco in prevenzione e questo per il Servizio Sanitario Nazionale è un boomerang dal punto di vista economico ma anche dal punto di vista delle malattie dell’infanzia, molte delle quali, come l’obesità e le malattie infettive, potrebbero essere prevenute ed evitate insegnando corretti stili di vita, un’alimentazione adeguata sin da piccoli e l’aderenza ai programmi vaccinali – ha sottolineato Trabucco Aurilio – assistiamo ad una riduzione della mortalità per le neoplasie infantili proprio grazie ai progressi nella diagnostica e all’adozione di protocolli terapeutici innovativi, molte volte frutto della ricerca italiana».

Altro tema di rilievo è quello della necessità di farmaci a misura di bambino. Oggi la maggior parte dei farmaci commercializzati in Europa non è supportata da studi di valutazione del rapporto rischio/beneficio nel bambino. Pertanto, l’uso off-label in età pediatrica è molto diffuso, esponendo questa popolazione fragile ad un rischio elevato di errori terapeutici ed eventi avversi alla luce delle differenze esistenti tra l’organismo in sviluppo e quello adulto. Per poter disporre di farmaci efficaci e sicuri per il bambino sono quindi necessarie le sperimentazioni cliniche ad hoc in età pediatrica. In questa direzione l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) promuove programmi di implementazione di ricerche cliniche in Pediatria per farmaci già registrati per indicazioni diverse, e richiede l’esecuzione di studi ad hoc per tutti i farmaci con un potenziale uso nei bambini. Questi temi continueranno a essere attentamente monitorati da PreSa attraverso le sue risorse on e offline. «Il progetto PreSa è nato due anni fa con l’obiettivo di contribuire a promuovere in maniera semplice ma efficace la salute, unendo le competenze di medici e operatori sanitari di tutta Italia – ha dichiarato Trabucco Aurilio – il fulcro è un portale online dove quotidianamente vengono inseriti articoli dedicati ad informare i cittadini su temi di salute e prevenzione. Le attività di informazione si sono allargate dalla piattaforma online alla stampa periodica e alla radio; nel convegno annuale viene approfondito un tema specifico, proponendo una fotografia dello stato dell’arte in termini epidemiologici e di ricerca scientifica. Quest’anno abbiamo voluto dedicare la giornata alla salute dei bambini».

A margine del convegno, PreSa ha promosso quest’anno tre mini-maratone simboliche in contemporanea nelle città di Roma, Firenze e Napoli. Per gli atleti, i medici e i volontari in corsa i traguardi sono stati rispettivamente l’Ospedale Bambino Gesù, l’Ospedale Meyer e il Santobono, dove hanno consegnato i doni di Natale per i piccoli ricoverati che quest’anno trascorrono le festività in corsia. (MATILDE SCUDERI)

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