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TECNOLOGIE PER LA SALUTE

Stop al ‘tabu afasia’ con Wemogee
l’instant messaging della Samsung

12 Aprile 2017

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Immaginiamo di svegliarci una mattina e non riuscire a esprimere le nostre emozioni o nominare gli oggetti in seguito a un evento neurologico. E’ quello che succede alla maggior parte dei pazienti affetti da afasia, disturbo del linguaggio che comporta la perdita della capacità di comunicare attraverso il normale linguaggio verbale. L’afasia coinvolge il 30 per cento delle persone colpite da ictus e circa 3 milioni di italiani. La socializzazione non sarà più un tabu per i pazienti afasici grazie a Wemogee, una piattaforma di instant messaging sviluppata in collaborazione con l’agenzia Leo Burnett secondo un criterio innovativo e presentata a Milano da Samsung. Come spiega Anastasia Buda, corporate citizenship manager Samsung Electronics italia, responsabile dei programmi di Social Responsibility dell’azienda tecnologica “Wemogee aiuta a esprimere non solo le proprie necessità quotidiane e immediate ma si spinge oltre, perché si focalizza sulle emozioni, che sono un patrimonio universale comune a tutti gli uomini di tutte le cultura”. Infatti i messaggi che si possono inviare tramite Wemogee hanno un alto contenuto emozionale. Con una sequenza di un simbolo che rappresenta una coppia, uno che rappresenta un bicchiere da cocktail e un terzo con un punto esclamativo gli afasici hanno la possibilità di invitare un amico o il proprio compagno a fare un aperitivo insieme, sottolineando la dimensione sociale dell’invito. La sequenza di simboli viene immediatamente tradotta in un messaggio espesso nel linguaggio verbale.

Anastasia Buda, madre di un bambino in età scolare si è potuta rendere conto dell’importanza dell’uso dei segni che attraversa tutta la storia umana, studiando i simboli dei sumeri con il figlio. Quello che per noi è istinto e risulta automatico nella relazione con il prossimo, cioè la comunicazione delle emozioni e l’interazione verbale, per il paziente afasico è faticoso se non impossibile. Per questo gli sviluppatori di Wemogee hanno creato una interfaccia il più pulita e semplice possibile che collega a una o più wemogee un messaggio verbale anche elaborato. Per questo si è seguita la regola di non usare più di quattro simboli per ogni messaggio e si sono organizzate le icone in librerie in base al tipo di bisogno: primario e fisico, sociale e emozionale. Giuseppe Sciarrone, consulente neurochirurgo presso l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Milano, che ha contribuito con la sua consulenza allo sviluppo di Samsung Wemogee sottoscrive appieno l’interdisciplinarietà del progetto, che è reso possibile dalla sinergia tra neurologia, tecnologia e vita vissuta ogni giorno dal paziente. “Quello che normalmente ci chiedono i matematici sono dati numerici circa le dimensioni delle arterie o la quantità di sostanze che le attraversano al minuto per elaborare un modello matematico finalizzato a creare strumenti veramente utili al paziente” spiega il professor Sciarrone. La app Wemogee  verrà lanciata a fine aprile tramite i canali Samsung Electronics Italia e l’hashtag #SamsungWemogee. Disponibile anche un sito web www.wemogee.com che illustra il funzionamento dell’interfaccia e il progetto su cui si è basata. (MARTINA BOSSI)

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